La violenza non è mai la scelta giusta
“Sono molto preoccupato per ciò che succede nel mondo: specialmente ieri, oggi e non sappiamo per quanti giorni, nel Medio Oriente. La guerra, di nuovo”. Incontrando i bambini nel campo sportivo della parrocchia dell’Ascensione di nostro Signore Gesù Cristo al Quarticciolo, durante la sua terza visita pastorale ad una parrocchia romana, Leone XIV ha rilanciato l’appello di poche ore prima all’Angelus, quando aveva chiesto alle parti coinvolte di “assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile”. “Anche noi dobbiamo essere annunciatori del messaggio di pace, la pace di Gesù, la pace che Dio vuole per tutti”, l’invito del Pontefice, che ha esortato a “pregare molto per la pace e cercare come vivere l’unità e come rifiutare sempre quella tentazione di far male all’altro”.
“La violenza non è mai la scelta giusta. E dobbiamo scegliere sempre il bene”,
ha raccomandato inoltre il Papa citando Gaza, “dove tanti bambini sono morti, dove tanti bambini sono rimasti senza i genitori, senza la scuola, senza un posto dove vivere”. “Tutti dobbiamo cercare anche lì la stessa risposta secondo quello che ci dice Gesù”, ha affermato:
“come essere promotori noi di pace, di riconciliazione, cercando soluzioni non con la violenza, ma con il dialogo”.
“Ci sono differenze, bisogna imparare a rispettarci gli uni gli altri, a dire no alle cose che fanno male, e scegliere sempre il bene, rifiutando quel che danneggia la salute”, le parole a braccio del Papa: “Per esempio, il problema della droga che esiste anche in tanti luoghi, anche qui in questa zona. Rifiutare sempre quello che fa male e cercare di dire ‘sì’ alla salute, ‘sì’ a quello che fa bene. Sempre ‘no’ alla droga, però sempre ‘sì’ a quello che fa bene”. Incontrando gli ammalati e gli anziani, Leone ha poi definito un fatto “importante che la voce della parrocchia svegli un po’ le risposte delle autorità – la Polizia, lo Stato – che molte volte potrebbero fare di più per aiutare a superare i problemi che esistono qui. Allora anche questa voce che viene da una comunità di fedeli di una parrocchia può alzarsi e si può cercare di fare cambiamenti importanti per il bene di tutti”. Al centro dell’omelia, il brano evangelico della Trasfigurazione. simbolo della “logica dell’amore incondizionato, dell’abbandono di ogni difesa che diventa offesa”. “Ascoltiamolo, entriamo nella sua luce per
diventare luce del mondo, a cominciare dal quartiere che abitiamo”,
l’appello del Pontefice , secondo il quale “tutta la vita della parrocchia e dei suoi gruppi esiste per questo: è un servizio alla luce, un servizio alla gioia”. “Anche la Chiesa, anche la vostra parrocchia riceve da questo Vangelo una missione”, ha assicurato il Papa: “A fronte dei numerosi e complessi problemi di questo territorio, che incombono sui giorni del vostro abitare qui, a voi è affidata la pedagogia dello sguardo di fede, che trasfigura di speranza ogni cosa, mettendo in circolo passione, condivisione, creatività come cura delle tante ferite di questo quartiere”. “Sono molto contento di aver appreso che questa comunità parrocchiale è una comunità viva e vivace e che, nonostante i gravi problemi del contesto territoriale, testimonia il Vangelo con coraggio”, l’omaggio finale: “Sotto il motto programmatico ‘Facciamo Comunità’, questa parrocchia ha intrapreso un cammino per rafforzare il senso di appartenenza e l’accoglienza, con le braccia aperte, di tutti. Sono contento e vi incoraggio:
andate avanti in questo cammino di apertura al territorio e di cura delle sue ferite.
E spero che altri si uniscano a voi per essere qui al Quarticciolo lievito di bene e di giustizia”. “Quando ci accorgiamo che tante cose attorno a noi non vanno, a volte viene da chiedersi: ma avrà un senso quello che stiamo facendo?”, l’obiezione a cui rispondere: “Si insinua la tentazione dello scoraggiamento, con la perdita di motivazioni e di slancio. Invece è proprio di fronte al mistero del male che dobbiamo testimoniare la nostra identità di cristiani, di persone che vogliono rendere percepibile il Regno di Dio nei luoghi e nei tempi in cui vivono. È il mio augurio per tutti voi, per questa comunità parrocchiale e per i tanti fratelli e le tante sorelle che ancora non hanno riconosciuto in Gesù la vera luce e la vera gioia”.
(Foto Vatican Media/SIR)