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Brescia
di REDAZIONE 16 apr 2026 14:53

San Francesco e don Mazzolari: una fede comune

Un dialogo tra due maestri della spiritualità, due esempi di cristianità vissuta, che hanno voluto tornare ai precetti del Vangelo, uniti dalla comune attenzione per i poveri e per gli ultimi della Terra, oltre che dalla diffusione di un messaggio di pace. Francesco d’Assisi e don Primo Mazzolari furono accumunati a distanza di secoli da una simile visione della fede e dell’impegno cristiano, della vicinanza alla società e da una idea di vera cristianità. A 800 anni dalla morte del Poverello di Assisi, Editrice Morcelliana ha pubblicato gli scritti dedicati dal parroco di Bozzolo nel libro che raccoglie per la prima volta le sue meditazioni, Primo Mazzolari, San Francesco. Il Cantico delle creature (pp.128, € 12), che sarà presentato martedì 28 aprile, alle 17, presso il Convento San Francesco in Via San Francesco d’Assisi, 3/a, in collaborazione con la libreria Paoline di Brescia.

A partire dal libro dialogheranno il curatore del testo Fulvio De Giorgi, docente ordinario di Storia dell’educazione all’Università di Modena-Reggio Emilia, Pietro Gibellini, Docente ordinario di Letteratura italiana all’Università Ca’Foscari di Venezia, Fr. Ottavio Carminati, Frate della Comunità San Francesco di Brescia, con una testimonianza di vita personale di Adelmo Paganini, allievo di don Primo Mazzolari.

Introduce e modera Valentina Gheda, per Editrice Morcelliana. Sarà l'’occasione per riflettere sulla vicinanza di due figure fondamentali nella storia della Chiesa e della fede religiosa, ma anche della storia d’Italia e della letteratura, soffermandosi sull’aspetto storico, letterario e spirituale che ha caratterizzato questo incontro.

"Durante il Ventennio, il regime fascista comprese l’importanza di integrare l’immaginario religioso all’interno del suo progetto politico, valorizzando il culto del Poverello d’Assisi, definito come "il più italiano dei santi e il più santo degli italiani". Culto che raggiunse il suo apice con la proclamazione a Patrono d’Italia. La figura del Santo, come lo stesso francescanesimo, era stata al centro di un’elaborazione culturale e spirituale tra le due guerre. Fu in questo frangente che uno dei maggiori autori spirituali del Novecento italiano commentò il Cantico delle creature con meditazioni spirituali e poetiche che inquadrano il francescanesimo mazzolariano. L’interesse nei confronti di Francesco da parte di don Primo iniziò fin da seminarista, attratto dalla libertà che personificava il Santo, e dalla sua funzione sociale, basata sulla scelta della povertà e della pace, da cui prenderà spunto la sua idea di “rivoluzione cristiana”. Un forte interesse che continuò nel Secondo dopoguerra, per poi raggiungere in don Primo una matura “lettura francescana” della Chiesa e della società".

Durante la Seconda guerra mondiale, mentre il regime fascista sfrutta l’immagine di san Francesco come il più italiano dei santi e il più santo degli italiani, don Primo Mazzolari riscopre la poesia del Cantico delle creature: "Se l’amore fa il poeta - sottolineanoi curatori -  i santi sono i più grandi innamorati'. Si propongono qui, per la prima volta raccolte in volume, le Elevazioni sul Cantico, meditazioni spirituali e poetiche uscite nel 1941 sulla rivista 'Azione Francescana', insieme alla sintesi, inedita, di una predicazione su Francesco e Chiara tenuta a Reggio Emilia nel 1953. La poesia del santo di Assisi non è, per Mazzolari, innanzitutto letteratura, ma spiritualità vissuta e, in particolare di fronte a scenari di guerra, richiamo a una fraternità cosmica".

REDAZIONE 16 apr 2026 14:53