Allenarsi alla pazienza
Angelo ha messo in affitto un suo appartamento. Le richieste non mancano. Comincia ad accogliere persone interessate per mostrarglielo e vedere se è di loro gradimento. La prima è una coppia. Sembrano entusiasti: lo prenderebbero sicuramente, ma Angelo si riserva di dare una risposta dopo qualche ora, perché c’è una condizione che non lo soddisfa. Quando ha deciso, telefona loro, prima all’uno, poi all’altra. Non rispondono e mai più richiameranno. Il secondo è un giovane uomo: fa apprezzamenti sulla casa, soprattutto esalta il pavimento: dice che il tipo di mattonelle è bellissimo, è il migliore, peccato non ne facciano più. Si riserva qualche ora per decidere. Angelo si aspetta una risposta positiva, date le premesse. Dopo qualche ora, risponde con un messaggio: ha deciso per il no, con grande sorpresa di Angelo. Poi è la volta di un ragazzo: esamina con attenzione gli infissi, chiede dove sorge il sole, aveva già le foto, ma chiede di poter fare anche un video e pone un sacco di domande “tecniche”. Si riserva di dare una risposta dopo un paio d’ore, dopo essersi consultato con i genitori. Dopo un paio d’ore, puntuale come un orologio svizzero, telefona e comunica il suo sì. Si stabilisce l’ora, in giornata, per firmare il contratto. Angelo prende appuntamento con l’Agenzia delle Entrate per registrarlo. Una ventina di minuti prima dell’ora stabilita, il ragazzo, via messaggio, comunica che non se ne fa più niente. Angelo è allibito e molto arrabbiato: gli rimarca la sua disapprovazione per la scorrettezza. Poi è la volta di un’altra coppia. Sono entusiasti, apprezzano tutto e sono contentissimi di aver trovato casa. Non vogliono tempo per decidere: il contratto viene firmato seduta stante.
Ciò che sta davanti ai nostri occhi viene selezionato e processato dalla nostra mente. Di fronte a una stessa situazione, ogni persona percepisce e reagisce diversamente. Questo perché ognuno ha il suo stile cognitivo, i suoi vissuti, le sue esperienze, il suo carattere, le sue paure, le sue aspettative, i suoi bisogni, le sue incertezze o sicurezze. E tutto questo porta a comportamenti diversi e a scelte diverse. Ecco perché è così difficile spesso accettare i pensieri e i comportamenti diversi dai nostri: perché non è come la vediamo noi, ma è la manifestazione, l’esternazione di tutto ciò che una persona si porta dentro. E che differenzia l’una dall’altra. Per una pacifica convivenza tra esseri umani bisogna, quindi, allenarsi all’accettazione, al rispetto e alla pazienza. E questo porta pace non solo nelle relazioni, ma anche all’interno di noi stessi, perché evita di pretendere che gli altri la pensino e agiscano come noi.
©Foto Calvarese/SIR