Dove risiede la ragione?
Spagna, Stati Uniti, Israele. Chi ha ragione? Tutti condannano duro il regime iraniano per la violazione dei diritti umani, ma il leader spagnolo contesta a Stati Uniti e Israele la violazione delle norme internazionali in occasione del recente attacco militare all’Iran, attivato − secondo il premier Sanchez − in modo unilaterale, senza un mandato Onu, cagionando un rischio di “escalation” e instabilità globale. Sanchez richiama il ruolo dell’Unione Europea a mantenere una posizione basata sulla diplomazia e sull’equilibrio di stabilità internazionale. La tematica è anche giuridica: lo Statuto delle Nazioni Unite (1945), all’articolo 2, impone la risoluzione pacifica delle controversie, il divieto della minaccia o dell’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato. All’articolo 51 configura il diritto di legittima difesa individuale o collettiva nel caso in cui abbia luogo un attacco armato, fino a quando il Consiglio di sicurezza non abbia preso le misure necessarie. Ma cosa si intende per “attacco armato”? Secondo l’interpretazione della Corte Internazionale di Giustizia, non ogni uso della forza si considera tale: i principi di necessità e proporzionalità e la prova rigorosa di responsabilità dell’attacco e della necessità di una risposta sono i parametri valutativi.
Gli Stati Uniti si appellano a una propria legge federale (Authorization for Use of Military Force – 2001) che autorizza il Paese a utilizzare la forza contro soggetti responsabili degli attacchi dell’11 settembre (organizzazioni e Stati che li abbiano sostenuti). Norma di diritto interno utilizzata per giustificare azioni militari esterne. Gli Usa, inoltre, seguono la dottrina (National Security Strategy of the United States – 2002) dell’azione preventiva contro minacce emergenti e richiamano la Risoluzione n. 1368-2001 del Consiglio di sicurezza Onu ove riconosce il diritto di legittima difesa in risposta a attacchi terroristici. La frattura nasce dalla diversa interpretazione dell’articolo 51 dello Statuto Onu, della soglia per qualificare l’“attacco armato”, e dalla diversa concezione dell’imminenza del pericolo. La Spagna sottolinea che per intervenire è necessario un attacco armato effettivo, ribadisce il ruolo centrale del Consiglio di sicurezza Onu e rifiuta il concetto della guerra preventiva, assumendo una posizione vicina a quella della Corte Internazionale di Giustizia così come la Germania, mentre la Francia è più elastica e il Regno Unito vicino agli Usa. L’Unione Europea, per ora, non ha espresso una condanna aperta verso gli attacchi Usa – Israele, è spaccata all’interno. E l’Italia come si muoverà?
@Foto AFP/Sir