Gesti concreti e visibili
Ci sono dei segni che la tradizione della nostra fede ci ha consegnato per rendere la spiritualità una esperienza concreta e una testimonianza viva, tra questi segni vi sono quelli della Quaresima: il digiuno, l’elemosina e la preghiera. Sono gesti concreti, visibili che raccontano come la fede autentica chiede alla vita di cambiare qualcosa, di convertirci; spesso dimentichiamo la forza di questi gesti come testimonianza della nostra vita spirituale, cerchiamo facili scuse per non viverli, ma sono proprio questi gesti che possono raccontare ancora al mondo che siamo disposti a sacrificare qualcosa di nostro in favore degli altri a partire dalla fede. Mi piace esprimere queste riflessioni pensando alla felice coincidenza che vede il Mercoledi delle Ceneri cadere lo stesso giorno dell’inizio del mese di Ramadan per i fedeli mussulmani. Non voglio sembrare banale in questa osservazione, vorrei che fosse un po’ più di una coincidenza, mi piacerebbe fosse un'occasione di riflessione spirituale. Anche nel mese di Ramadan ci sono segni eloquenti che raccontano questo tempo di fede: il digiuno, l’elemosina e la preghiera. Mi piacerebbe che questi segni rendessero la testimonianza di una ricerca di vita spirituale più autentica e più forte a Brescia e nella nostra provincia; ci fa bene pensare che, al di là di tante diversità culturali e teologiche, queste giornate accomunano cattolici e mussulmani bresciani nella sincerità di scelte di vita concrete che raccontano l’attualità della fede oggi. Non vergogniamoci di digiunare, di pregare e di fare l’elemosina; non rinunciamo facilmente alla dimensione comunitaria con cui facciamo questi gesti, raccontiamo al mondo la nostra fede e non dimentichiamo che lo stiamo facendo insieme anche a fratelli e sorelle di un’altra religione. Mi piace pensare che questa coincidenza faccia bene alla nostra conoscenza reciproca.
Nel messaggio che come Ufficio per il dialogo interreligioso abbiamo mandato alla comunità islamica, ho ricordato le parole pronunciate dal nostro Vescovo durante l’omelia nella festa dei Patroni: “Nella nostra città tutti vogliamo sentirci sicuri. E tuttavia ci rendiamo conto che non possiamo vivere con la paura di doverci continuamente difendere. Se l’altro è sentito come una minaccia, vivremo sovrastati dall’ansia. […] Vigiliamo, dunque, sulla sicurezza, ma educhiamoci alla fiducia, perché questa ci renderà più solidali”.
Credere insieme, come cattolici e come mussulmani, in questa nostra città e provincia è una occasione propizia di testimoniare a questo nostro tempo che i valori spirituali, se vissuti con autenticità, rendono più belle le nostre vite e le nostre comunità. Mi permetto di pregare perché in questo tempo impariamo a fidarci di chi vive la sua vita accanto a noi e la vive da credente; sono sicuro che le religioni hanno molto da offrire all’intercultura, un tratto tipico della nostra società attuale. Allora Buona Quaresima a tutti e Ramadan Karim ai nostri fratelli e sorelle mussulmani.