Il tempo della riconversione industriale
Cinquecento anni di storia. Un’infinità di tempo. La tradizione armiera è di casa nel Bresciano con la tecnica affinata nei secoli dai cesellatori e dagli incisori. Ci sono un numero considerevole di lavoratori che si sono alternati e hanno costruito, nel tempo, la Beretta di oggi. A Gardone Val Trompia e nelle altre sedi. Una famiglia che ha accompagnato anche la crescita del territorio con azioni sociali e con interventi anche a favore delle parrocchie. Sarebbe miope non riconoscerlo. Ma sarebbe altrettanto miope non chiedere un cambio di passo o, per utilizzare un termine tecnico, una riconversione industriale. In passato, altre aziende, grazie anche alla pressione della società civile, sono riuscite a mutare la propria mission.
La Beretta, che davanti a uno stuolo di Sindaci e di rappresentanti delle istituzioni tra cui il Presidente del Consiglio, nei giorni scorsi, ha inaugurato anche uno stabile dedicato all’innovazione, potrebbe farlo. Dovrebbe farlo. La sfida, nel presente e nel futuro, è rappresentata dall’intelligenza artificiale. E il gruppo Beretta ha tutte le conoscenze per fare la differenza sul mercato. Ha dalla sua un fatturato importante che le permette di investire. Può permettersi di riconvertire parte della produzione, principalmente quella legata direttamente alla produzione miltare, rimanendo comunque un’azienda sana e solida. È un’utopia? Di certo sarebbe un segnale importante in un mondo ferito dalle guerre e dai trafficanti di morte. Chiediamo troppo?
Alcuni risponderanno che stiamo agitando un’inutile polemica. A noi piace ribattere che è arrivato il momento, perché non si può perdere ulteriore tempo. Certo ci piacerebbe che la nostra voce non restasse isolata. Valsella Meccanotecnica di Castenedolo rappresenta uno dei casi più celebri, complessi e simbolici, di transizione da un’economia bellica a una civile. Fino ai primi anni ’90, era tra le aziende leader nella produzione di mine antiuomo. Le operaie della Valsella, sostenute anche dal missionario saveriano padre Marcello Storgato, diventarono un simbolo della Campagna internazionale per la messa al bando delle mine. Qualsiasi progetto di riconversione, perché abbia successo, necessita sempre del contributo dei diversi portatori di interesse. Tra questi un ruolo chiave è senz’altro giocato dal Sindacato, troppo silente e accomodante sulla questione armiera. Servono maggiore coraggio e anche un pizzico di profezia. “Si può fare” come cantava Branduardi.
(Foto © Dalla pagina Facebook Beretta)