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Brescia
di GIOVANNI GHIDINELLI 07 gen 14:23

Irc: supporto per vivere relazioni vere

In questi ultimi mesi personale scolastico, alunne, alunni e genitori si sono ritrovati catapultati in un mondo abbastanza sconosciuto, contrassegnato da una lunga serie di nuove sigle che in tutta fretta sono entrate a far parte del nostro vocabolario quotidiano: prima la Dad (didattica a distanza), poi la Ddi (didattica digitale integrata), e infine anche i Lead (legami educativi a distanza, nella scuola dell’infanzia), per cercare di mantenere pure da casa un contatto con il contesto scolastico attraverso lezioni a distanza, con piattaforme on-line.

In tutto questo panorama di decisioni obbligate, che hanno visto scuola e famiglia riscoprire una sinergia che da tempo non si percepiva più così essenziale ed efficace, si inserisce anche una scelta che si propone come un’esperienza di ricerca di senso, offerta a tutti come opportunità preziosa per la conoscenza del cristianesimo da un punto di vista culturale, ma anche come proposta educativa che consente la riflessione sui grandi interrogativi posti dalla condizione umana; l’insegnamento della religione cattolica (Irc) a scuola, infatti, che in Italia è preferito da circa il 90% delle famiglie, si colloca nel quadro delle finalità dell’offerta formativa e può essere utile anche a chi, pur non essendo cattolico, intende tuttavia confrontarsi in maniera esplicita con la dimensione religiosa dell’esperienza umana.

Una disciplina scolastica che, con il suo originale progetto educativo, può offrire il proprio contributo anche al nuovo insegnamento trasversale di educazione civica e che è proposta da insegnanti in continua formazione sui contenuti teologici, sulle metodologie didattiche innovative, sulle modalità relazionali e sulla gestione di un contesto di pluralismo religioso. In un momento in cui le ragazze e i ragazzi tendono a percepirsi senza futuro e a vivere con apprensione e insofferenza le limitazioni dettate dal confinamento nelle proprie abitazioni, l’Irc intende, dunque, presentarsi come una parola di speranza e sostegno, un momento di serenità e condivisione, un sorriso dietro la mascherina, un supporto a vivere le relazioni.

GIOVANNI GHIDINELLI 07 gen 14:23