L'ascesa dell'estrema destra
Il diffondersi e affermarsi di forze politiche di estrema destra è un fenomeno che sta mettendo in crisi i Paesi democratici non solo europei. È il fatto che siano investite le Nazioni di più consolidata tradizione democratica a rendere insidioso il fenomeno. La Vecchia Europa è stata finora un baluardo contro le derive autocratiche che altrove hanno già prodotto danni istituzionali, erodendo quei valori che, dopo la tragedia immane della guerra e il crollo delle dittature degli anni Venti e Trenta, avevano offerto una base alla ricostruzione economica e civile di cui anche l’Italia ha beneficiato. La questione di fondo è proprio quella dei valori. La dinamica politica degli ultimi decenni ha presentato situazioni in cui di volta in volta il baricentro si è collocato a destra o a sinistra, senza che questo abbia alterato alla radice il “gioco” democratico perché, nonostante profonde divisioni e scontri talora molto aspri, ha tenuto il comune riferimento ai valori confluiti nella Costituzione.
Ora questo comune riferimento, che ha avuto e ha tuttora implicazioni decisive anche sulla collocazione internazionale del nostro Paese, non è venuto meno, ma non è più così esteso e scontato. Rispetto agli atteggiamenti dei partiti, l’emergere della destra estrema pone ovviamente i maggiori interrogativi alle forze che nella topografia politica sono meno distanti. La tentazione di allearsi per essere sicuri di vincere le prossime elezioni è reale, ma molto meno fisiologica di quanto si possa immaginare in quanto nessuno, al di là dei problemi di principio, è in grado di prevedere con assoluta certezza le ripercussioni sulla parte più moderata della coalizione di governo. Sul versante sinistro la tentazione è speculare, è quella cioè di limitarsi a un’opposizione dura pensando che ciò possa esimere dalla ricerca di un’alternativa programmatica credibile, mentre dietro alcune delle pulsioni illiberali in circolazione ci sono problemi aperti che non possono essere aggirati.
Resta la domanda capitale su come riuscire ad arginare quella che (al momento) appare una crescita esponenziale ed è una domanda che riguarda sia la sinistra – per competizione elettorale diretta – sia la destra, il cui elettorato più radicale potrebbe subire la fascinazione dell’estrema. Ma c’è un interesse generale a salvaguardare gli assetti democratici che dovrebbe coinvolgere i partiti di entrambi gli schieramenti a prescindere dai tornaconti elettorali. E qui ritorna il discorso sui valori perché soltanto un robusto ed esplicito richiamo alla dignità di ogni persona può costituire un adeguato fondamento a una risposta democratica alla sfida della destra estrema.
(Foto Ansa/Sir)