La logica del noi
Ho conosciuto (don) Alberto Ravagnani come tanti altri, gioendo delle sue originali performance social, capaci di mescolare con intelligenza e passione fede e comunicazione, con la speranza di vedere in lui un creatore di legami comunitari innovativi. Adesso, insieme a tanti altri, soprattutto giovani, soffro per la sua scelta di andarsene e sparire. Si sparisce, infatti, quando nell’ultima intervista rilasciata a Giacomo Poretti, si esprimono tutte le valutazioni sulla propria vita solo a partire dall’io. Si sparisce, infatti, quando si comunica la scelta più importante mandando in stampa il libro che la commenta. Mi piacerebbe incolparmi e dire che quanto scrivo è un giudizio, ma non lo è: purtroppo è la logica del profilo social che ti strappa via l’identità, a partire, magari, dall’abito da prete, fino ad azzannare l’anima. Nessuno evangelizza da solo, ma lo fa sempre la Chiesa, la comunità, il noi. Spero che (don) Alberto trovi casa nel legame ecclesiale, come tanti amici, proprio sui social, gli hanno espresso. E che i tanti ragazzi, anche bresciani, che hanno goduto della sua opera, non si sentano orfani ma amati, magari in modo meno originale ma sicuramente vero, dalle nostre comunità.