La missione? Essere umani
“Voglio affidare a tutti voi una missione: essere umani. Sì, siate umani! Uomini e donne in carne e ossa. Non apparenze, ma volti affidabili. Siate umani come lo è Cristo, l’uomo perfetto, il Risorto che condivide con noi la storia, in ogni tempo”. Così papa Leone ha concluso il messaggio ai giovani durante la veglia di preghiera a Madrid. Mi commuove la chiarezza pastorale cristallina di queste parole, che ribadiscono l’impossibilità di annunciare il Vangelo fuori dalla storia e la necessità di trovare strade nuove per stare nella storia di oggi. Sono dette ai giovani, perché la loro generazione è tentata più di altre di cercare rifugio e salvezza in un mondo parallelo e non concreto. Sono dette a noi più vecchi, perché le nostre generazioni sono tentate più di altre di rinchiudersi nelle proprie comodità, di singoli e di comunità. Sono dette a tutti, perché le prendiamo sul serio e gustiamo la bellezza, tipica della fede, dell’amarsi concretamente, dove siamo e non tanto dove vorremmo essere: “Siate missionari del Vangelo davanti alle povertà materiali e spirituali del nostro tempo, ben sapendo che la nostra fede è uno stile di vita che si compie nella carità”.