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di MARIO NICOLIELLO 15 ott 2026 07:00

La morte in diretta

All’inizio di dicembre l’esecuzione capitale di Nidal Malik Hasan, condannato dopo un processo in cui si è difeso da solo, verrà, probabilmente, trasmessa in diretta streaming per volontà del Segretario Usa alla Difesa (a cui piace farsi chiamare più tecnicamente Segretario della Guerra, visto che ne inizia tante e non ne finisce una). Motivo? Per deterrenza. Hasan è un militare che ha ucciso 12 commilitoni all’interno di una base americana: non mi pare, onestamente, che l’Esercito Usa sia pieno di gente pronta a imitarlo. “La pena di morte diviene uno spettacolo per la maggior parte e un oggetto di compassione mista di sdegno per alcuni; ambidue questi sentimenti occupano più l’animo degli spettatori che non il salutare terrore che la legge pretende inspirare”. È illuminante questo ragionamento di Cesare Beccaria, nel suo “Dei delitti e delle pene”: onestà intellettuale vuole che non ci sia nulla di utile nello spettacolo di una morte, ma solo la radicalizzazione delle proprie posizioni. Hasan ha già dichiarato, in barba al Segretario, che lui sarà un martire, per di più in diretta mondiale. Proprio quello che voleva.

MARIO NICOLIELLO 15 ott 2026 07:00