La via del silenzio
È normale che, a inizio settembre, ci si senta già stanchi, con addosso ancora i colori e i profumi delle ferie? Sarà colpa dell’autunno. O, forse, non ho riposato abbastanza quest’estate. Di questo passo, arriverò stremata a Natale. Quindi: a letto presto la sera, un po’ di sport, senza eccedere, meno social e più uscite con la famiglia e gli amici e, se sono davvero brava, qualche tecnica di rilassamento che mi aiuti a far riposare non solo il corpo, ma anche l’anima. La meditazione? La preghiera? Che, tra parentesi, è il vero riposo, quello che ci ricongiunge in unità, e lì sì che ci sentiamo riposati.
Si dice che Abba Poimen, uno dei padri del deserto, abbia risposto alle inquietudini di un discepolo, che, chissà perché, anche nel bel mezzo del deserto, si sentiva stanco e desideroso di pace, con questo detto: “Se sei silenzioso, troverai riposo in qualunque luogo abiterai”. Il silenzio. Una via percorribile a costo zero, ma a patto di non aver paura degli incontri, belli e meno belli, con cui l’assenza di parole, potrebbe sorprenderci. Una via, forse la via per eccellenza, un tranquillo corso d’acqua in cui confluiscono naturalmente i mille rigagnoli in cui la vita si disperde, una corrente che scivola dolcemente a valle, tutto assecondando e accogliendo, ma senza mai sbagliare strada o dimenticarsi della meta. La sapevano lunga laggiù, nel deserto, quegli uomini e quelle donne perennemente a contatto con se stessi, davanti a Dio.
Le avevano davvero sperimentate tutte, prima di arrivare a pronunciare quelle poche stringate parole dal sapore mai sentito prima e che mai nessuno sentirà uguali, perché il silenzio è fatto così, capace di generare vite, le nostre personalissime vite, così uniche e così diverse le une dalle altre. Perciò a me, che sono dispersiva, il silenzio parlerà di ordine, mi farà sfilare davanti le cose, i pensieri, gli eventi, le persone, con calma, una dopo l’altra, ognuna al suo posto e anch’io troverò il mio, senza perdere nemmeno un millesimo della fantasia che Dio mi ha donato. A te che, invece, sei sempre nel posto giusto al momento giusto, perfettamente incasellato in uno schema che nessuno può permettersi di modificare, il silenzio regalerà immagini, suoni, infiniti mondi possibili da immaginare, da vivere, da esplorare e tu uscirai, finalmente, dai tuoi confini, per scoprire che non hai perso la capacità di fare ordine, schemi, progetti solo spostando lo sguardo un po’ più in là. Che riposo poter vivere così! Quali scoperte di cose che non immaginavamo, di noi, degli altri, della vita! E tutto ciò facendo “solo” un po’ di silenzio.
(Foto Chiesa di Milano)