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di DAVIDE GUARNERI 30 apr 08:11

Le scuole chiuse sono una ferita

Nelle difficoltà di questo tempo, ancora più pesanti da sostenere sono i problemi vissuti dalle scuole paritarie, vessate da burocrazie, da ritardi nei contributi pubblici, da palesi ingiustizie ed esclusioni a fronte di solenni dichiarazioni

"Le scuole chiuse sono una ferita per tutti. Ma, anzitutto per voi, ragazzi; per i vostri insegnanti; per tutti coloro che, giorno per giorno, partecipano alla vita di queste comunità. La scuola non è soltanto il luogo dell'apprendimento. È la vostra dimensione sociale fondamentale, nella quale, assieme al sapere e alla conoscenza, cresce e si sviluppa - anche nella relazione con gli altri, con i compagni, con i vostri insegnanti - la personalità di ognuno di voi."

Le parole del Presidente Mattarella giungono come un appello forte, nei giorni in cui si determinano le azioni per la ripresa graduale delle attività, osservando tutte le disposizioni necessarie al contenimento del Covid-19.

Dobbiamo dire grazie! Alla scuola, agli allievi, ai genitori. Dai primi giorni di emergenza ogni scuola, con i mezzi che aveva, si è prodigata per inviare comunicazioni, che, via via, si sono evolute fino all’organizzazione di un sistema di didattica a distanza. Ciò non corrisponde alla scuola “in presenza”, ovviamente, ma è prima di tutto, il mantenimento di un contatto emotivo più che trasmissivo di contenuti. Perché la scuola è fatta di relazioni, di legami che non possono essere spezzati. Molti allievi sono impegnati, forse più di prima, perché non è semplice stare ore davanti ad un pc, e poi rielaborare materiali in solitudine. E molti genitori stanno svolgendo preziosa opera di mediazione e affiancamento, soprattutto con i figli piccoli

L’emergenza Covid ha, certamente, portato ad evidenza lacune e ritardi del nostro sistema: una cultura digitale e dotazioni tecnologiche (di scuole e famiglie) insufficienti, la disparità nei territori e fra le scuole, una didattica qua e là centrata su contenuti e valutazioni sommative. Mostra, soprattutto, un Paese e una politica che ancora subordinano educazione, politiche familiari e scuola ad esigenze economiche e organizzative.

Nelle difficoltà di questo tempo, ancora più pesanti da sostenere sono i problemi vissuti dalle scuole paritarie, vessate da burocrazie, da ritardi nei contributi pubblici, da palesi ingiustizie ed esclusioni a fronte di solenni dichiarazioni, in particolare l’articolo 33 della Costituzione, che esige un “trattamento equipollente” fra tutti gli studenti, e la legge 62/2000, che istituisce un sistema pubblico nel quale scuole statali e paritarie concorrono, insieme, per la qualità. Solo parole, purtroppo, finché le scuole dovranno ricorrere al sostegno delle famiglie. Le scuole, in particolare quelle dell’infanzia, sono disseminate nel territorio: ora che sono chiuse ne cogliamo la bellezza e il significato? E se alcune faticassero a riaprire?

L’emergenza Covid, che sta trasformando in modo indelebile le scuole, potrà forse insegnare molto. Rende visibile a tutti i genitori quanto sia impegnativo per i figli e per i docenti il lavoro scolastico; obbliga famiglia e scuola ad un dialogo serrato; impegna le scuole a riprogettarsi, con autonomia, anche negli spazi e negli orari; obbliga a valorizzare i mondi educativi, l’associazionismo, le reti intorno alle scuole. Ma, soprattutto, rende evidente che tenere a casa i bambini e i ragazzi non è un piccolo costo provvisorio da pagare: oltre che la riduzione al diritto all’educazione di ogni minore, è, appunto una ferita per il Paese intero.

Le scuole e l’educazione sono un pilastro per la Fase 2, la Fase 3 e le successive, per ritessere le relazioni lacerate dall’isolamento e riorganizzare la voglia di futuro. Nelle scuole crescono i medici e gli infermieri, gli scienziati, gli operatori sociali, i volontari, i cittadini responsabili: coloro che abbiamo definito “eroi”.

Questo è proprio il tempo dell’impegno educativo, della chiamata a raccolta della generosità dei privati, di forti scelte politiche e di bilancio a sostegno della scuola, di tutta la scuola.

DAVIDE GUARNERI 30 apr 08:11