Quando lo sport diventa parabola
Forse perché da giovane giocava a centrocampo, o forse perché ha sempre amato i lanci lunghi capaci di mettere gli attaccanti in condizione di segnare, sta di fatto che anche il vescovo Pierantonio è “sceso in campo” per promuovere il mondo sportivo con un lancio lungo. C’è il clima vibrante delle Olimpiadi ad accendere gli entusiasmi in queste settimane, è vero; ma è altrettanto vero che la scelta del Vescovo affonda le radici in una visione precisa: collocare lo sport tra gli ambiti della pastorale d’ambiente nel prossimo convegno diocesano, quella frontiera che provoca la Chiesa a investire energie e cuori in modi nuovi. Non mancano certo i riferimenti storici e magisteriali − basti pensare a quanto già Paolo VI sottolineasse come lo sport sia “scuola di vita” − ma qui il passo è ulteriore. Lo sport viene oggi riconosciuto da papa Leone XIV come “un potente facilitatore di relazioni, uno spazio privilegiato per incarnare valori etici” e, ancor di più, un “autentico luogo di discernimento e accompagnamento”. In questa prospettiva, l’imperativo è uno solo: esserci. E il vescovo Pierantonio c’è.
Lo sta dimostrando incontrando le eccellenze professionistiche del Bresciano: dal Brescia Calcio alla Germani Basket, dall’Atlantide (pallavolo) al calcio femminile. Sono incontri carichi di significato, fatti di ascolto e di un desiderio intenso di proseguire un cammino di stima reciproca. Se lo sport è storicamente “di casa” nella Chiesa (pensiamo alla tradizione degli oratori), oggi la Chiesa sente il bisogno di entrare con delicatezza e vigore nella “casa dello sport”. L’obiettivo è alto: sostenere e valorizzare l’uomo, aiutandolo a riscoprirsi libero dalle nuove schiavitù tecnologiche o digitali. Resta, infine, un’immagine che vale più di mille trattati. Al termine dell’ultimo incontro allo stadio Rigamonti, il Vescovo si è presentato sul dischetto per un calcio di rigore contro il presidente Pasini. Incoraggiato dalla squadra, ha sorpreso tutti con una “palombella” perfetta, un cucchiaio alla Totti che ha gonfiato la rete tra gli applausi. Ha segnato e ha divertito, perché lo sport è proprio questo: la capacità di trasformare un gesto tecnico in emozione condivisa. È il vissuto di chi sa far diventare una “parabola” calcistica una vera “parabola evangelica”.
(Foto Facebook Union Brescia)