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di GIAN ANTONIO GIRELLI 29 lug 2026 12:28

Sfida per il domani

Per troppo tempo abbiamo identificato la salute esclusivamente con la cura della malattia. Oggi sappiamo che non è così. La salute nasce molto prima: nell’ambiente in cui viviamo, nella qualità dell’aria e dell’acqua, nell’alimentazione, nei luoghi di lavoro, nella scuola, nelle relazioni sociali, nelle città che progettiamo e nella capacità delle istituzioni di ridurre i fattori di rischio prima che si trasformino in malattia. È questo il significato più profondo dell’approccio “One Health”, che riconosce come salute umana, ambiente ed ecosistemi siano parte di un unico sistema. Con questo spirito è nato a Brescia il convegno “Prevenzione è futuro”: due giornate di confronto che hanno riunito istituzioni, mondo scientifico, professioni sanitarie e amministrazioni pubbliche con un obiettivo preciso: trasformare la prevenzione da capitolo della sanità a criterio guida delle politiche pubbliche.

L’auspicio è che quello che si è tenuto a Brescia possa diventare un appuntamento annuale, un luogo stabile nel quale elaborare proposte e costruire una cultura condivisa della prevenzione. La sfida che abbiamo davanti è chiara. Investire nella prevenzione significa mettere insieme ricerca scientifica, innovazione, organizzazione sanitaria e responsabilità istituzionale. Significa superare la tradizionale separazione tra discipline e competenze, costruendo una governance capace di collegare sanità, ambiente, urbanistica, agricoltura, scuola e comunità locali. Perché prevenire non è soltanto evitare una malattia: è migliorare la qualità della vita delle persone, ridurre le disuguaglianze e rendere più sostenibile nel tempo il Servizio sanitario nazionale. È una responsabilità verso la comunità.

Ogni malattia evitata significa meno sofferenza per le persone, ma anche maggiori risorse da destinare a chi ha davvero bisogno di cure. La prevenzione è il più lungimirante investimento che un Paese possa compiere sul proprio futuro. L’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale, la capacità di integrare grandi quantità di dati rappresentano strumenti straordinari per individuare precocemente i fattori di rischio e personalizzare gli interventi di prevenzione. Ma nessun algoritmo potrà sostituire il valore dell’ascolto, della relazione di cura, della fiducia tra professionisti sanitari e persone. La sanità del futuro sarà davvero innovativa soltanto se saprà coniugare progresso tecnologico e centralità della persona. Da Brescia è partito un messaggio chiaro: il futuro della sanità non si costruisce soltanto negli ospedali. Si costruisce ogni giorno investendo nella prevenzione, nella conoscenza e nella responsabilità condivisa. 

GIAN ANTONIO GIRELLI 29 lug 2026 12:28