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di CLAUDIO CAMBEDDA 09 set 2026 13:23

Territorio a rischio

La riforma organica della Protezione Civile in Italia si è concretizzata nel Decreto Legislativo 2.1.2018, n. 1, “Codice della Protezione Civile”, entrato in vigore il 6 febbraio 2018, ad oggi valida legge “quadro”, modificata da provvedimenti legislativi integrativi (Decreto Legislativo 159/2025 su sicurezza e salute dei volontari, introduzione del sistema di allarme pubblico “IT alert”, D.Lgs 4/2020 sui soccorsi, direttive dal Capo dipartimento in tema di emergenza comunale e tutela dei beni culturali, ecc.). Il territorio italiano è a rischio di vario tipo: sismico, vulcanico, idraulico, idrogeologico, di incendi, di maremoti. A titolo di esempio: nel sud dell’Italia incombono una decina di vulcani e due in particolare, Stromboli ed Etna, sono in attività persistente, segno di pericolo costante. I rischi nella penisola italiana sono ulteriori: chimico, nucleare, radiologico, tecnologico, industriale (gli impianti industriali esposti a rischi sono più di 1000), legati ai trasporti, all’ambiente, ecc.

La nostra legislazione è all’avanguardia (considera persino la caduta o il ritorno di oggetti dallo spazio). La cronologia dei disastri “recenti” in Italia parte dal 1908 con il terremoto di Reggio Calabria e Messina (86mila vittime). La nascita del sistema della Protezione Civile – oggi assai efficientei terremoti in Friuli (1976) e in Irpinia (1980), che palesarono, con il grandissimo sforzo della popolazione, anche un’evidente carenza di coordinamento governativo tra le forze in campo. Gli aspetti fondamentali del Dipartimento della Protezione Civile sono il soccorso, ma soprattutto previsione, prevenzione, superamento dell’emergenza e sintesi organizzativa tra le amministrazioni. Le componenti del sistema di Protezione Civile sono tre: pubblica, scientifico accademica e della società civile. La componente pubblica comprende il Governo e i Ministeri, le Regioni, le Province, i Comuni e le città. Quella scientifica comprende le università, gli istituti di ricerca, quella della società civile i volontari, le aziende private, le associazioni tra professionisti tra le altre. Le strutture operative vanno dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco all’Aeronautica militare, all’Esercito, alla Marina, ai Carabinieri /Polizia di Stato/Guardia di Finanza, alla Croce Rossa e via dicendo. Quello della Protezione non è un compito assegnato a una singola amministrazione, ma bensì una funzione attribuita ad un sistema articolato. Si basa su un principio di sussidiarietà ove la Protezione Civile opera a livello locale regionale e centrale, lo Stato deve intervenire solo dove e quando gli enti territoriali non riescono a provvedere.

(Foto Dipartimento Protezione Civile)

CLAUDIO CAMBEDDA 09 set 2026 13:23