Un modo intelligente per vivere
“È meglio una testa ben fatta che una testa ben piena”. Questo illuminante principio sintetizza le grandi intuizioni di Edgar Morin, filosofo e sociologo, scomparso nei giorni scorsi all’età di 104 anni. Dopo aver attraversato con la propria esistenza, in modo attivo e consapevole, le vicende più tristi e quelle più appassionanti del secolo scorso, militante partigiano nella Francia antinazista, innamorato dell’ideologia comunista poi abbandonata con altrettanta decisione, si convince che solo raccogliendo il meglio dell’umanesimo e delle scienze sia possibile offrire l’educazione necessaria per il nostro tempo. Un’educazione non fatta di trasmissione solo teorica di idee, ma di processi di conoscenza che veicolino esperienze, competenze, lettura del presente e del futuro, per navigare nella complessità del mondo e guidarla senza esserne schiacciati: non solo sapere ma, anche, saper essere, saper fare, saper far fare. La complessità, così, non è qualcosa di complicato, ma qualcosa da intessere insieme e i processi educativi sono chiamati a far amare la complessità più che a sopportarla: per Morin, il modo più intelligente per vivere il presente.