Un Pastore in cammino tra la gente
Mons. Pierantonio Tremolada, l’8 ottobre del 2017, faceva il suo ingresso in Diocesi. E, nella sua prima omelia, ricordava che nell’azione della Chiesa è prioritaria la “contemplazione del volto amabile di Gesù. Il passaggio dal volto di Cristo a quello degli uomini sarà naturale e la nostra diventerà la pastorale dei volti. A partire da qui dovremo guardare e forse riconsiderare tutte le nostre iniziative e le nostre strutture. E, probabilmente, nel farlo dovremo essere anche piuttosto coraggiosi”. La carta programmatica dell’episcopato bresciano di Tremolada era chiara. Anche in un territorio come il nostro, ricco di parrocchie (472), di sacerdoti, di strutture, di enti, di fondazioni, di associazioni e di movimenti ecclesiali. Brescia non è una Diocesi facile da governare. Sicuramente sono stati commessi, come è nell’ordine delle cose, anche alcuni errori di valutazione, ma di certo non si potrà dire che il Vescovo non abbia cercato di governare la Diocesi. Lavoratore instancabile, non si è sottratto agli impegni. Anche quando la malattia l’ha messo a dura prova, non ha perso la speranza. Non ha disdegnato le visite ufficiali. Ha camminato tra la gente. Da buon sognatore, vuole e lavora per una Chiesa che, nonostante i tempi complicati, non deve avere paura del futuro, che non deve piegarsi alla logica dei numeri, ma deve “semplicemente” testimoniare il Vangelo. La sua prima lettera pastorale “Il bello del vivere. La santità dei volti e i volti della santità” è l’espressione più bella dell’orizzonte di un cammino pastorale, perché la santità è, per i credenti, “lo spazio vitale in cui muoversi. La santità conferisce alla vita dei credenti la sua forma piena, unitaria e armonica”. Madeleine Delbrêl (1904-1964), mistica francese, spiegava così la santità quotidiana: “È gente che fa un lavoro ordinario, che ha malattie ordinarie e lutti ordinari. Gente che ha una casa ordinaria e vestiti ordinari. È la gente della vita ordinaria. Gente che s’incontra in una qualsiasi strada… e questa strada è il luogo della nostra santità”.
E con l’eucaristia, il tema della seconda lettera pastorale del Vescovo, ci rendiamo conto che possiamo essere “Nutriti dalla bellezza”. Ma per farlo bisogna anche comprendere come celebrare l’eucaristia oggi. E ci riconosceranno dallo spezzare il pane, perché la liturgia autentica si trasforma inevitabilmente in carità nella vita di tutti i giorni. L’eucaristia trasforma le comunità. Il Vescovo, che il 4 ottobre ha festeggiato 70 anni, ha ascoltato anche “La voce dello Spirito in un tempo di prova” e si è interrogato in occasione della pandemia. Lui che, ogni giorno, contattava, nel periodo più complesso, le direzioni sanitarie degli Ospedali per sincerarsi della situazione e per esprimere la sua vicinanza. Da biblista, si è concentrato sul tema delle Scritture (“Il tesoro della Parola. Come le Scritture sono un dono per la vita”, “Le vie della Parola. Come la Sacra Scrittura incontra la nostra vita”): attraverso i testi biblici, Dio si rivela Padre amorevole dell’umanità e dialoga con i suoi figli in piena confidenza. “Non riusciremo mai a percepire l’infinità del mistero che indichiamo con il termine ‘Parola di Dio’. È qualcosa che ci supera”. Infine, si è soffermato sulla sinodalità con “Uomini e donne in cammino” e sul “Battesimo come dono e opportunità” con uno sguardo alla vita cristiana in occasione del Giubileo. Ora si apre il tempo di un’azione pastorale che, a partire dai frutti del Convegno Diocesano “Siamo la Chiesa del Signore”, vuole essere sempre più efficace per rispondere alla sete di significato degli uomini e delle donne del nostro tempo.
La Chiesa bresciana è in cammino, anche nel silenzio. Proprio in questi giorni, Leone XIV ha chiamato a Roma i presidenti delle Conferenze episcopali e i capi delle Chiese orientali, assieme a 11 nuclei familiari dai cinque continenti per riflettere sull’Amoris laetitia a 10 anni di distanza dall’esortazione apostolica di Francesco. A rappresentare la Chiesa italiana, oltre al presidente della Cei, Matteo Zuppi, e al segretario generale, Giuseppe Baturi, c'era il nostro Vescovo, inserito nella lista degli invitati direttamente dal Papa, accompagnato dalla coppia di coniugi Elisa Bedussi e Alfredo Lussignoli. Brescia è stata scelta come modello di riferimento per il percorso avviato di accompagnamento delle coppie ferite (separati, divorziati o in nuova unione) con il documento “Misericordia e verità si incontreranno”.