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Darfo
di DAVIDE ALESSI 28 mag 12:51

Lo spirito umanitario al tempo del Covid

100 giorni dall’inizio dell’emergenza Covid-19 in Vallecamonica sono stati un periodo caratterizzato da un impegno sanitario massiccio e impensabile anche solo in linea teorica, durante il quale si sono registrati fatti di enorme portata sociale, umanitaria e culturale

100 giorni dall’inizio dell’emergenza Covid-19 in Valle sono stati un periodo caratterizzato da un impegno sanitario massiccio e impensabile anche solo in linea teorica, durante il quale si sono registrati fatti di enorme portata sociale, umanitaria e culturale. Innanzitutto la generosità di cittadini, operatori economici, realtà del volontariato e del terzo settore, nonché di enti ed amministrazioni pubbliche, che ha consentito in questi tre mesi di raccogliere, tra donazioni in denaro, in attrezzature e in beni, risorse che superano i 2,5 milioni di euro. Grazie a queste e alla lungimiranza fatta di scienza, umanità e carità da parte della Direzione strategica dell’Asst, i dimessi dell’Ospedale sono stati presi tutti in carico con il criterio della “continuità terapeutica post-acuzie”, grazie al progetto di dimissioni protette e di sorveglianza clinica svolto in collaborazione con Comunità Montana e Bim di Valle Camonica, Enti Locali, Medici di Medicina Generale ed associazioni camune. In particolare l’attività di monitoraggio al domicilio, svolta da 2 Medici di Medicina Generale in pensione e da 6 studenti del Corso di Medicina dell’Università di Brescia. È stato attivato, già nei primi giorni della pandemia, un servizio di assistenza psicologica a favore di coloro che si sono trovati in isolamento e quarantena, con supporto telefonico giornaliero da parte di uno staff di psicologi e psicoterapeuti. Non da ultimo, molti presidi di sicurezza personale e strumenti clinici, quali saturimetri, Cpap, maschere per ossigeno, sono stati messi a disposizione gratuitamente alle Rsa del territorio che hanno segnalato la loro carenza, così come molto personale infermieristico è stato “prestato” alle Rsa che rimanevano sguarnite del servizio a causa dell’epidemia. Il coronavirus ha fatto emergere, insomma, quello spirito umanitario, solidale e profondamente cristiano della donazione libera e dell’aiuto reciproco che ha saputo superare tutte le barriere burocratiche, fornendo servizi con generosità, competenza, rapidità, conditi da un profondo senso di umana e sincera pietà solidale e concreta.(Davide Alessi)

DAVIDE ALESSI 28 mag 12:51