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Ceto
di LINDA BRESSANELLI 17 apr 18:32 Ultimo aggiornamento 15 apr 18:32

Verde Futuro: l'intuizione di Sara

Una borsa piena di tutine è pronta per partire verso la zona dell’Africa centrale, in territori ad altitudini elevate, dove i neonati, diversamente, avrebbero ben poco per coprirsi. A portarle fin laggiù sarà un volontario camuno, che a sua volta le ha ricevute da Sara Bassi, titolare di Verde Futuro. Si tratta di vestitini non venduti, che i proprietari non ritirano, lasciando che sia il negozio a decidere a chi donarli. Quella con la missione africana è solo una delle tante collaborazioni che Sara ha consolidato da quando l’avventura di Verde Futuro è iniziata, nel 2018, anno di apertura dell’attività situata al Badetto di Ceto, che lei stessa definisce “Un piccolo sogno, pensando al futuro”.

Non solo negozio dell’usato. Non si tratta di un semplice negozio dell’usato, ma di un via vai di relazioni che si trasformano in amicizie, collaborazioni e, appunto, solidarietà. Associazioni della zona, come Gaia di Ceto, Banco Alimentare di Bienno, Mato Grosso di Vallecamonica oppure gli stessi Servizi sociali dei Comuni, vengono periodicamente contattati da Verde Futuro, quando il magazzino è pieno o bisogna fare spazio alla nuova stagione.

L’idea. Il concetto che sta alla base dell’idea avuta da Sara, 40enne di Cerveno, quando è diventata mamma, sei anni fa, è quello del riutilizzo: “I bambini, soprattutto quando sono piccoli, hanno bisogno di tante cose: dall’attrezzatura all’abbigliamento, fino ai giocattoli. Non tutto quello che scartiamo è da buttare, anzi, può avere benissimo una seconda vita” afferma Sara elencando ciò che si può trovare da Verde Futuro: dall’usato selezionato per bambini di ogni età, fino a giochi e libri, per passare a oggetti hand made di hobbisti del territorio, ecofriendly o di design.

Come funziona. Tutto, insomma, guarda all’ambiente, alla sostenibilità, e, perché no, anche al portafoglio. Ma come funziona? Verde Futuro procede in conto vendita: una famiglia porta i suoi articoli usati in buono stato e il negozio li propone, anche grazie alla grande vetrina che è Facebook, ai clienti. Una rete, quella del riuso, che si è infittita con il lockdown: le restrizioni non hanno (quasi mai) riguardato gli articoli per l’infanzia, e Sara si è attivata con le consegne e i ritiri a domicilio, conoscendo le difficoltà di mamme come lei, alle prese con dad e smart working, riuscendo a promuovere l’etica del riutilizzo e dell’ecologia nelle giovani famiglie. Pensando a un futuro più verde.

LINDA BRESSANELLI 17 apr 18:32 Ultimo aggiornamento 15 apr 18:32