Il futuro della Caserma Gnutti
Il progetto di recupero dell’ex Caserma Serafino Gnutti rappresenta oggi uno degli interventi di rigenerazione urbana più significativi nel centro storico di Brescia, non solo per il valore architettonico dell’edificio, ma per la visione di città che interpreta e restituisce. A condividere il dettaglio dei lavori che trasformeranno la memoria dell’ex Caserma in una risorsa viva per il futuro, il Gruppo Deldossi, che durante l’evento “Sharing our projects”, in un momento di confronto tra imprenditori su idee e interventi in corso, ha presentato il progetto della committente Nibofin, mirato alla valorizzazione del centro cittadino attraverso il recupero di un sito storico che prenderà il nome di Corte S. Bartolomeo dei Somaschi per rendere omaggio sia all’ex Chiesa sconsacrata che fa parte della struttura rigenerata, sia ai Padri Somaschi che si insediarono nel 1621 per oltre un secolo.
Situato tra via Crispi e via Moretto, all’interno della cerchia delle mura venete, il complesso oggetto dell’intervento si colloca in un contesto di straordinaria densità storica, culturale e urbana. Un luogo rimasto a lungo chiuso e silenzioso, che il progetto promosso da Nibofin, con il coordinamento tecnico del Gruppo Deldossi, intende riportare al centro della vita cittadina attraverso un intervento rispettoso, misurato e contemporaneo.
"Non si tratta di una semplice operazione immobiliare, ma di un progetto di rigenerazione urbana", afferma Massimo Angelo Deldossi, amministratore unico del Gruppo Deldossi. "Qui il progetto diventa strumento di tutela attiva: intervenire significa prendersi cura di un patrimonio che, se lasciato fermo, rischia di essere dimenticato. La vera conservazione passa dal dare nuova funzione e nuova vita agli edifici storici per restituirgli una funzione coerente con il suo ruolo urbano. Questo intervento vuole dimostrare che è possibile crescere curando ciò che già esiste, senza consumare nuovo suolo, restituendo valore, funzione e identità a luoghi che fanno parte della storia collettiva".
Il recupero dell’ex Caserma Serafino Gnutti si inserisce così in una visione di città elegante, sostenibile e consapevole, capace di rigenerarsi attraverso il progetto e di trasformare la memoria in una risorsa viva per il futuro. L’intervento Nibofin-Deldossi prevede la realizzazione di circa 25 unità abitative di alto profilo pensate per rispettare le proporzioni e il carattere originario del complesso. Le abitazioni uniranno comfort contemporaneo, efficienza energetica, sicurezza e soluzioni tecnologiche avanzate, senza snaturare l’identità del luogo. Elemento distintivo e particolarmente rilevante è la presenza di una autorimessa privata strutturata su tre livelli, con 72 posti auto complessivi (circa 3 per ciascuna unità): una dotazione estremamente rara nel centro storico e oggi tra le più richieste dal mercato residenziale di qualità.
"Integrare residenza e autorimessa in un contesto storico così delicato è stata una delle sfide più complesse e al tempo stesso più qualificanti del progetto", sottolinea Valeria Niboli di Nibofin. "Rispondere alla forte domanda di parcheggi privati in centro storico significa rendere l’abitare davvero sostenibile e compatibile con la vita urbana contemporanea, senza compromettere il valore architettonico del luogo".