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Lavenone
di VITTORIO BERTONI 31 ott 12:52

Cogess vince le sfide

La cooperativa che si occupa di rendere migliore la vita dei disabili ha avviato la gestione di un ostello e di un bar. Entrambi i progetti premiati

In Italia esistono 5.627 comuni con meno di 5mila abitanti: un numero che rappresenta quasi il 70% del novero complessivo dei comuni italiani, con un totale di circa 10 milioni di abitanti. L’impoverimento e lo spopolamento hanno falcidiato le attività di vicinato, ma c’è qualcuno che pur tra mille difficoltà cerca di invertire la rotta, conquistando una nuova identità. Un esempio viene da Lavenone, 555 anime nel cuore della Valle Sabbia che ha presentato alla Biennale di Architettura di Venezia, durante la giornata di studio promossa da Fondazione Cariplo “Buone pratiche per i Borghi, un patrimonio da preservare e riattivare”, le principali tappe del suo progetto di riqualificazione. A prendere l’iniziativa un gruppo di persone con disabilità diverse, guidate dalla cooperativa Cogess che da quasi 25 anni si occupa di servizi diurni, residenziali, scolastici e domiciliari per rendere migliore la vita dei disabili.

I due progetti. “Nel 2016 – spiega Alessandra Bruscolini, amministratore delegato della cooperativa – abbiamo avviato la gestione dell’Ostello sociale ‘Borgo Venno’ nato dall’idea di ampliare l’ospitalità dando nel frattempo ai ragazzi con disagi e fragilità l’opportunità di esercitare la propria capacità di autonomia”. Lo scorso anno il progetto si è ampliato con l’apertura del “Non solo bar”, che oltre ad essere un’opportunità concreta di inclusione per persone con fragilità, è diventato il punto di riferimento di tutta la comunità. La tenuta nel tempo di questi progetti è la reale questione, la vera scommessa. Lavenone diventa il luogo nel quale sperimentare proposte di resilienza. “Per vincere la sfida – conclude Bruscolini - occorre puntare sulla valorizzazione delle ricchezze del territorio, dai prodotti tipici ai luoghi turistici più suggestivi, così come sulla diffusione di una cultura dell’accoglienza, offrendo itinerari turistici dedicati a soggetti con ‘bisogni specifici’ e la fruizione di opportunità di inclusione sociale per persone in situazione di svantaggio”.

VITTORIO BERTONI 31 ott 12:52