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Padenghe
di REDAZIONE 14 feb 08:34

La lunga ombra del Gulag

Padre Fiorenzo Reati, domenica 23 febbraio alle 15 all'Eremo Sant'Emiliano di Padenghe, presenterà il suo libro testimonianza sulla persecuzione sovietica nei Gulag

Domenica 23 febbraio presso l’Eremo Sant’Emiliano di Padenghe, alle 15, padre Fiorenzo Reati, un sacerdote francescano professore di filosofia, che ha vissuto per quasi 20 anni in Russia, insegnante a San Pietroburgo, presenterà il suo libro "La lunga ombra del gulag. Vita e morte del lager sulle isole Solovki".  Si tratta di una testimonianza veridica e drammatica della persecuzione sovietica nei Gulag, con questa conferenza si vuole fare memoria delle vittime innocenti nel Gulag sovietico, da noi in Occidente ancora ignote. L'evento è promosso dal Circolo "La Croce" di Brescia.

Dopo la presentazione del libro sarà proiettato un filmato-documentario sui Gulag sovietici, una conferenza che sicuramente toccherà nel profondo tutti.  "In questi anni - sottolineano gli organizzatori - abbiamo avuto varie opportunità di ascoltare Padre Fiorenzo è impossibile dimenticare la sua voce, gli avvenimenti che ha vissuto, l’amore e la riconoscenza che nutre per tutte le persone che lo hanno compreso e ascoltato o aiutato e per tutte quelle che ha incontrato".  Perché ricordare quanto accaduto in passato?" "Immagino - racconta padre Reati - abbiate tutti letto il Diario di Anna Frank; la ragazza ad un certo punto dice: gli uomini sono condannati a ripetere quello che vogliono dimenticare. Chi mi dice di non parlare più di queste storie e chi non vuole ascoltarle, perché appartengono al passato, ha già in mano la pistola per sparare un'altra volta.  Chi dimentica è complice. Io non voglio essere complice di chi spara quindi parlo, e lo faccio ad alta voce!".

La chiarezza con cui afferma come non ci sia alcuna differenza tra i nazisti e i comunisti: "sono solo delle maledette etichette: il vino, velenoso, è lo stesso per entrambi, aveva trovato dei documenti segreti di contatti tra il Kgb e la polizia nazista. Nel 1934 presso la località di Ivangor i comunisti hanno fatto da consulenti ai nazisti per la costruzione dei campi di concentramento: i nemici ufficiali complottavano insieme per uccidere. Che differenza c'è allora tra le due ideologie?  Nessuna. Dovremmo riscrivere i libri di storia e ricordare anche l'olocausto russo, non solo quello ebraico, perché sono esattamente la stessa cosa".

Padre Fiorenzo ha confidato il motivo principale che l'ha spinto a scrivere il suo libro, ovvero la sua ammirazione per tutte quelle persone, intellettuali principalmente, che hanno preferito subire 20 anni di tortura nei Gulag piuttosto che piegarsi al regime. "In tempi in cui la fede è piatta, quella gente, ci dà l'esempio di una fede di ferro, di come i cristiani non debbano appiattirsi tutti allo stesso livello ma essere più combattivi e critici", ha spiegato che i circa 2 mila lager russi erano collocati tutti a nord, lontano dai centri abitati. La scelta di insediare proprio lì i campi è dettata dal fatto che in primis nessuno riuscisse a vedere quello che effettivamente accadeva all'interno e in secondo luogo per impedire la fuga dei prigionieri, nessuno dei fuggiaschi è mai sopravvissuto alla lunga distesa di neve e ghiaccio che circondava i lager. 15 milioni sono stati i deportati nei gulag e di questi ne sono sopravvissuti solamente 2 milioni: non c'è famiglia russa che non abbia avuto almeno un membro deportato. Nelle isole Solovki sorgeva un antico monastero ortodosso; i comunisti hanno ucciso tutti i monaci presenti e hanno costruito il lager. In questo campo venivano deportati in genere membri del clero, intellettuali, nobili e docenti universitari, la gente "che contava" della Russia e che si era opposta al regime di Stalin. In Siberia invece si trovava il famoso lager Kolyma: i deportati dovevano camminare per 500 km nella foresta per poterlo raggiungere. In questo campo sono passati 200 mila persone e nessuno di questi è sopravvissuto. Padre Fiorenzo Reati ha visitato il luogo in cui sorgeva questo campo e ricorda così la sua esperienza: "Arrivai lì che era novembre, ho visto una scena che mai dimenticherò nella mia vita. "Giunsi in questa valle stretta quando stava piovendo e c'era una temperatura di -25° ad un certo punto inizia a piovere; mentre scendeva l'acqua, scendeva anche la terra. Cosa ho visto? Una massa sterminata di ossa bianche. Erano i 120 mila deportati sepolti appena sotto la terra". 

Per maggiori informazione 3348891509.

REDAZIONE 14 feb 08:34