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Brescia
di ROMANO GUATTA CALDINI 27 giu 08:40

Ballottaggi in provincia

Nel Bresciano il centrosinistra conquista due Comuni su tre. Nel resto del Paese avanza l’asse Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia

Con i ballottaggi di domenica scorsa si è chiusa la tornata elettorale delle amministrative. A livello locale c’è un sostanziale due a uno per il centrosinistra. Gabriele Zanni viene infatti riconfermato a Palazzolo, Giovanni Coccoli conquista Gussago, ambedue i candidati erano espressione del centrosinistra. A Desenzano, invece, la vittoria è andata al candidato del centrodestra Guido Malinverno che si è imposto nettamente (65,71%) sullo sfidante Valentino Righetti. La tendenza nazionale registra un crollo del Pd e un’avanzata del centrodestra che conquista storiche roccaforti della sinistra come Genova, vincendo anche a Verona, La Spezia, Piacenza, Catanzaro e diversi altri capoluoghi importanti della Toscana oltre a Sesto San Giovanni dove la sinistra vinceva da 72 anni. Nel Bresciano, sottolinea il politologo Roberto Chiarini, “lo spettro era molto limitato, erano solo tre i Comuni interessati al ballottaggio; è quindi un po’ difficile trarre delle conclusioni generali”.

Anche a livello nazionale “c’è una difformità tra i capoluoghi, le città di una certa entità, e i Comuni più piccoli, dove proporzionalmente conta sempre di più il peso del personaggio”. La comunità locale, in piccole realtà, conosce meglio i candidati e le relazioni che questi hanno nel territorio. Ne è convinto Chiarini che non a caso fa notare come “dappertutto si è ripiegato sullo schermo delle liste civiche attenuando il rilievo della parte politica che in qualche misura sostiene il candidato”. Questo elemento “mi fa concludere che tanto più sono realtà a portata di conoscenza del cittadino tanto più conta il profilo, il prestigio, la fiducia che si conquista il candidato”. Secondo Chiarini “questo conferma pienamente ma non smentisce il fatto che queste elezioni hanno visto un appannamento, per usare un eufemismo, dello schieramento di centrosinistra a fronte di una ripresa piuttosto energica del centrodestra”. Nella provincia di Brescia, come nel resto della penisola, spiccano due dati: il forte astensionismo e quello che sembra essere un sostanziale flop del M5S. “L’astensionismo è una tendenza di lungo periodo e, nel caso del ballottaggio, è scontato perché gli elettori che non si sentono rappresentati dai candidati in lizza, quelli che si sono riconosciuti in chi è stato escluso dal ballottaggio, sono demotivati a recarsi alle urne”. Per quanto riguarda il M5S “bisogna dire che i suoi candidati non erano in gioco in questa seconda tornata elettorale, se non in alcune città medio/piccole. Nell’unica importante, al ballottaggio, in Piemonte, i pentastellati non sono riusciti a prevalere”.

ROMANO GUATTA CALDINI 27 giu 08:40