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Roncadelle
di LUCIANO FEBBRARI 03 ago 13:00

In ascolto delle persone

Don Luigi Gaia, parroco di Corti, Piano di Costa Volpino e Volpino e assistente spirituale della Fraternità Tenda di Dio, è il nuovo parroco di Roncadelle

Dopo Luigi Gaia, classe 1961, è un prete che sa ascoltare, una virtù coltivata e rinforzata nel contatto quotidiano con il Rinnovamento nello Spirito Santo (dal 2010 è anche assistente spirituale della Fraternità di Dio). Nella sua vita ha sperimentato la malattia e ha portato avanti un contatto schietto e sincero con il mondo delle fragilità rappresentato dalla Comunità Shalom di Palazzolo.

Quali sono stati gli incontri significativi nella sua scelta vocazionale e nella sua formazione sacerdotale?

I sacerdoti della mia parrocchia mi hanno testimoniato la bellezza di essere sacerdote, la gioia di stare in mezzo alla gente, di servire, di donare e l’amore a Gesù. Poi, nel 1976 durante il periodo in Seminario, ho avuto la possibilità di conoscere don Dino Foglio e l’esperienza del Rinnovamento nello Spirito Santo che mi ha sostenuto nella mia scelta. Dopo la morte di don Dino, mi hanno chiesto di accompagnare come assistente la Fraternità Tenda di Dio.

Cosa ha imparato dall’esperienza con il Rinnovamento?

Ho imparato a essere aperto a ciò che il Signore chiede giorno dopo giorno, ho imparato a fidarmi di ciò che chiede Dio, anche se a volte non si riesce a comprendere tutto. Il Signore ci parla attraverso le persone, attraverso le situazioni, anche attraverso i fallimenti. L’esperienza nel Rinnovamento mi ha dato ossigeno e mi ha aiutato a essere dono e presenza nelle comunità dove sono stato chiamato a servire.

Ha iniziato il suo ministero sacerdotale a Sale di Gussago (1985-1993), poi l’esperienza a Montichiari (1993-2002). Dal 2002 al 2014 ha guidato la parrocchia di Ome e dal 2014 era parroco di Corti, dal 2015 anche di Piano di Costa Volpino e di Volpino. C’è un versetto del Vangelo che l’ha accompagnata?

Penso a un passo del Libro di Paolo ai Galati (2,20): “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”. Ho cercato, anche se sono ancora molto lontano, di conformarmi a questa dimensione. Quando il Vescovo mi ha chiesto di vivere l’esperienza di servizio a Roncadelle, ho ritrovato serenità attingendo al Vangelo di Matteo (1,18-24): Giuseppe, pensieroso, obbedisce all’Angelo.

La vita della Chiesa offre molte testimonianze di santità. C’è qualche figura a cui fa riferimento?

Mi ha sempre attratto la figura di San Francesco e quando posso vado volentieri ad Assisi. Il Signore oggi mi conduce a San Bernardino da Siena, un predicatore che annunciava nel nome di Gesù. In questo passaggio impegnativo mi fido del Signore. Lascio delle comunità con le quali avevo incominciato a camminare e a intessere rapporti. Mi piacerebbe che in questa nuova esperienza Gesù (come presenza dentro la vita che salva) diventasse il riferimento per me e per tutta la comunità.

Nel suo ministero occupa un ruolo importante il rapporto con la Comunità Shalom e con il mondo delle fragilità...

Negli ultimi anni, per la distanza, sono andato un po’ di meno, in passato ogni 15 giorni passavo a trovare e a confessare i ragazzi. Gli incontri non sono mai casuali. Mi sono sentito molto coinvolto dall’incontro con la Comunità e con suor Rosalina. Dentro la fragilità il Signore trova posto. Mi ha insegnato a portare il Signore a ogni uomo con la compassione e con la misericordia. Ringrazio di questa esperienza di attenzione agli ultimi. Nello stesso modo, ho vissuto, sette anni fa un’esperienza di fragilità nella malattia, che mi ha dato un’ulteriore attenzione alla fragilità dell’uomo nella malattia.

Quali saranno le attenzioni pastorali?

Vorrei in punta di piedi entrare, insieme a tutto il presbiterio, dentro una comunità che ha una sua storia e ha realtà importanti. Voglio conoscere e servire il cammino di fede della comunità con una disponibilità all’ascolto e a saper cercare insieme quello che il Signore ci chiede. Viviamo un tempo di cambiamento nel quale l’ascolto della Parola di Dio e della persona rivestono un ruolo importante. Cercherò poi di tradurre dentro la realtà parrocchiale le indicazioni della Chiesa diocesana e della Chiesa universale.

LUCIANO FEBBRARI 03 ago 13:00