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Nave
di REDAZIONE 08 giu 07:43

Lavoro: infortuni in calo, non le morti

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Ieri un nuovo incidente mortale a Nave che va aggiungersi a quelli registrati nei giorni scorsi. Dall'Inali, intanto, la statistica che conferma nei primi 4 mesi dell'anno un calo delle denunce di infortuni

Un’altra vittima del lavoro nel Bresciano. Ieri, infatti, un uomo è morto sul lavoro a Nave. Dalle prime ricostruzioni pare che si tratti di un operaio caduto nella tromba di un ascensore mentre stava effettuando lavori di manutenzione. L’ennesima tragedia arriva solo a pochi gironi di distanza dall’incidente mortale avvenuto in un’acciaieria a Torbole Casaglia, costato la vita a un operaio e all’incidente stradale avvenuto nel pomeriggio dei 3 giugno sull’autostrada A 21 e che ha causato la morte di quattro operari del settore edile bresciani e un bergamasco. Il loro furgone, forse per un colpo di sonno di chi era alla guida, si è schiantato contro un Tir fermo in coda. Una delle vittime abitava a Corte Franca (paese dove ha sede anche la ditta per la quale tutti lavoravano), due ad Adro, una a Castrezzato ed un’altra a Covo, in provincia di Bergamo.

Le nuove tragedie si sono verificate quasi in contemporanea con la presentazione da parte dell’Inail dei dati sugli infortuni sul lavoro nei primi quattro mesi dell’anno in Lombardia. Il numero complessivo delle denunce di infortunio è calato dai 37.210 del 2020 ai 32.114 di quest’anno. Secondo l’Inail si tratta di una riduzione “figlia” della pandemia che per mesi ha di fatto messo in stand by numerosi settori produttivi.

Di “falsi segnali positivi”, anche in relazione alla crescita delle morti sul lavoro, parla, invece, Paolo Reboni, segretario della Cisl bresciana con delega ai temi della salute e della sicurezza. “Il calo del numero delle denunce registrato dall’Inail – afferma - è evidente anche a Brescia. Si tratta, però, di un falso segnale positivo visto che nella nostra provincia le ore lavorate nel primo quadrimestre 2021 sono inferiori a quelle dello stesso periodo del 2020. Brescia ha poi un tristissimo record: nel primo quadrimestre ha pianto ben 15 morti sul lavoro, 9 in più rispetto allo stesso periodo del 2020“.

In generale, rileva Inail nel suo periodico rapporto, il calo più consistente di denunce di infortunio si è avuto nel terziario, settore fortemente colpito dalle limitazioni adottate per contrastare la diffusione del virus, mentre le denunce di infortunio sono cresciute tra 2020 e 2021 nell’industria (+27%) e nell’artigianato (+21%), vale a dire nei settori che hanno dato i primi segnali di ripresa produttiva.

Anche per gli infortuni mortali troviamo a livello regionale lo stesso cliché: complessivamente in calo (da 66 a 44, con il terziario che passa da 21 a 4 infortuni mortali) ma con incrementi per i settori tornati al lavoro (da 14 a 17 nell’industria; da 1 a 4 in agricoltura da 5 a 6 nell’artigianato).

REDAZIONE 08 giu 07:43