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Brescia
di BRUNO FORZA 30 apr 08:09

Scenari a tinte fosche per i dilettanti

Dopo oltre un anno di attesa, il Csi si prepara a un graduale ritorno all’attività sportiva. Nonostante l’attualità lasci intravedere spiragli di speranza c’è qualcosa che preoccupa i vertici dell’associazione.

“La questione relativa alle visite mediche è il vero scoglio da affrontare. Se ne parla poco, ma ritengo che le istituzioni debbano metterci mano” sentenzia il presidente arancioblù Emiliano Scalfi. “Secondo le normative vigenti chi è risultato positivo al Covid-19 vedrà annullata la sua visita medica e dovrà sottoporsi agli esami di approfondimento relativi alla procedura denominata ‘return to play’. I medici sportivi, giustamente, vogliono vederci chiaro e garantire l’idoneità solamente a chi non ha avuto ripercussioni che possano compromettere la sua salute durante l’attività fisica. Il fatto è che questi accertamenti costano parecchio: dai 140 ai 160 euro. Il rischio è che qualcuno – penso soprattutto alle famiglie – non possa permettersi questa spesa”. A questo punto Scalfi mette in guardia il movimento rispetto a due possibili scenari: “Temo che qualcuno pur di giocare dichiarerà il falso correndo grossi pericoli. Altri, invece, decideranno di lasciar perdere lo sport a livello agonistico per dedicarsi ad altro. Serve un intervento del Governo, delle Regioni, dei Comuni affinché sostengano sportivi e famiglie che necessitano di visite di questo tipo. Rischiamo sia di non avere quello screening che auspichiamo tutti, sia di dare il colpo di grazia allo sport di base, già pesantemente provato”. In attesa di sviluppi l’area tecnica sta monitorando la situazione relativa a ogni disciplina sportiva. Nel calcio l’Open maschile a 7 si prepara a un campionato estivo che si disputerà in singole location. Ancora da valutare le possibili prospettive in ambito giovanile e femminile. Anche basket, pallavolo e calcio a 5 sperano nell’estate e nella variante di tornei all’aperto, magari negli oratori. Già pronto il ciclismo, via libera anche alla ginnastica artistica, che a inizio giugno disputerà la prima prova di valenza nazionale con pubblico ridotto al 25% della capienza dell’impianto di Capriolo. Il tennis tavolo si prepara alla fase regionale in programma ad Angolo Terme, mentre padel e tennis vanno a gonfie vele. Chi se la passa davvero male è il judo, lo sport più ostacolato da questa pandemia, ancora lontano da un ritorno sul tatami. Il Csi, nel frattempo, continua a diversificare i suoi servizi. “La formazione di allenatori e dirigenti continua a macinare nuove e coinvolgenti proposte − conclude Scalfi − credo che in futuro sarà fondamentale avere in ogni disciplina istruttori qualificati. Crediamo molto anche nell’intrattenimento garantito dai camp estivi. Ne stiamo organizzando in tutta la provincia. Bambini e ragazzi ne hanno un estremo bisogno”.

BRUNO FORZA 30 apr 08:09