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di CARMINE TRECROCI 07 gen 2026 11:27

Aria e clima a Brescia

Il 2026, a Brescia, sarà l’anno del Pac, il Piano aria e clima del Comune. Dopo un percorso partecipativo durato più di un anno, che ha visto l’elaborazione condivisa di un corposo quadro conoscitivo e della “vision” e la raccolta di spunti e proposte dal basso, l’Amministrazione Comunale definirà e approverà un documento “programmatico e operativo”, “per contribuire a migliorare la qualità dell’aria e affrontare i cambiamenti climatici, con interventi mirati a ridurre le emissioni inquinanti e i gas serra per il benessere delle persone e la qualità della vita” (così è riportato sul documento caricato sul sito web del Comune).

Date queste premesse incoraggianti, i cittadini si aspettano dal Pac chiarezza, concretezza e coerenza. Un residente bresciano emette oggi mediamente tra sei e sette tonnellate di Co2 all’anno, legate principalmente a trasporti e consumi energetici. La legge impone di ridurle a circa cinque entro il 2030, a due entro il 2040 e di azzerarle in senso netto entro il 2050. Il Comune di Brescia è chiamato ad agire per la sua parte e, quindi, ad applicare misure in grado di orientare le attività di consumo e produzione nel suo territorio verso bassissime emissioni dirette o indirette, cioè verso la neutralità emissiva entro il 2050. Viste le competenze pressoché esclusive del Comune, conseguono almeno tre linee d’azione.

La prima è azzerare le emissioni degli edifici di proprietà comunale o delle società controllate o partecipate (Brescia Mobilità, A2A, Brescia Infrastrutture, Centrale del Latte, Brescia Mercati, ecc.) e di tutte le relative attività e processi. Poi, disciplinare la circolazione e la sosta di mezzi pubblici e privati, in modo da pervenire gradualmente a zero emissioni nocive e climalteranti. Infine, il Pac deve contenere una strategia a medio e lungo termine per giungere a “combustioni zero”, attraverso la decarbonizzazione dell’energia termica immessa nella rete di teleriscaldamento e di quella decentrata. Accanto a un programma di interventi che preveda scadenze intermedie chiare e adeguate risorse economiche e umane, è vitale che fin da subito si agisca con incentivi e interventi in grado di dare alla comunità segnali univoci sulla traiettoria da seguire per quanto riguarda mobilità, energia e rifiuti. Il Pac funzionerà se, oltre ad essere credibile e rigoroso, stimolerà una trasformazione ecologica, sociale e culturale di Brescia, coinvolgendo e mobilitando cittadini, istituzioni e imprese nella realizzazione di una visione finalmente moderna della città.

CARMINE TRECROCI 07 gen 2026 11:27