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di CLAUDIO PAGANINI 11 apr 08:57

Borelli, sport e vita

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Sabato 6 aprile è deceduto presso la Casa di Cura "Domus Salutis" Piero Borelli, 74 anni, lo storico dirigente dell'AN bresciana di pallanuoto, che da tempo lottava contro un tumore.

Quando qualcuno ti lascia per sempre, ti accorgi di un cambiamento, di un vuoto e di una distanza che non saprai colmare. Guardando più attentamente, nella diversità di priorità e di stile vissuto, scoprirai allora cose nuove. È il caso di Piero Borelli storico dirigente sportivo bresciano e grande appassionato della pallanuoto. A lui il merito di aver fondato oltre cinquant’anni fa la squadra di pallanuoto bresciana che da anni è in vetta alle classifiche nazionali e internazionali. A lui il merito di vedere negli atleti dei potenziali figli, non strumenti per un successo a tutti costi. Il nuoto era per lui la seconda famiglia dove promuovere attività agonistica e stili di vita sana. Se n'è andato qualche giorno fa per una malattia, che puoi combattere con tutte le tue forze, ma che riesce sempre a batterti come se tu fossi ancora un pulcino. Pietro ci ha fatto capire che non sono tutti uguali gli sport. Qualcuno, smuove le masse e riempie le pagine dei giornali. Qualcun altro, meno conosciuto e praticato, appare come uno sport di nicchia per pochi eletti. Errore! Quella è una diversità che arricchisce. Anche gli uomini di sport non sono tutti uguali. Qualcuno, è famoso e strapagato. Qualcun altro, meno conosciuto, vive di sacrifici ed impegni nascosti per promuovere o gestire senza fondi e senza gloria la nobiltà del movimento sportivo. Per questi “anonimi appassionati” la vera gioia è vedere realizzato l’ideale sportivo di lealtà, di agonismo e valenza sociale. Proprio per questo diventa un dovere, per chi frequenta il mondo sportivo, cercare e riconoscere gli esempi degli uomini veri, dentro o fuori il campo, che hanno guardato al di là del semplice risultato per prediligere l’umanità e la formazione integrale. Pietro Borelli sosteneva che: “un campione è tale non solo quando conquista i risultati agonistici, ma soprattutto quando sa vincere le sfide della vita quotidiana. Campioni in acqua e campioni nella vita; questo è il motto che deve essere diffuso nello spogliatoio”. Un amico di sempre, Marco Bonometti, lo ha così tratteggiato durante il saluto funebre: “una persona mite e buona, un combattente chi non si lasciava mai demoralizzare, sia nello sport che nella vita”. Nel valorizzare “sport e vita” scopriamo la diversità con lo sport moderno, tutto affari e apparenza. Scopriamo così l’ultima lezione che Piero ha voluto lasciare ai suoi ragazzi: “nello sport, come nella vita, non bisogna mai mollare”. Parole di un vero testimone.

CLAUDIO PAGANINI 11 apr 08:57