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di MAURO TONINELLI 16 apr 13:01

Burocrati o insegnanti?

Siamo rientrati a scuola. Finalmente. Ma il pericolo è dietro l’angolo, o meglio, dietro la mascherina. Così come era dietro lo schermo della Dad. Il pericolo è quello di scordarsi della relazione. Sì, perché, burocraticamente e amministrativamente, un insegnante deve poter arrivare a giugno e mettere un voto in pagella. E per mettere il voto in pagella occorre aver raccolto delle valutazioni sufficienti. Al di là, al di sopra e oltre mascherine e pc. Lo richiede la scuola. Lo richiede la pratica. E serve un congruo numero, si dice, di valutazioni per potere dare un voto finale giusto al percorso dell’alunno. Tutto vero, laddove congruo e giusto sono spiegabili secondo contesto, sono relativi al contesto. E se i recenti fatti di cronaca che raccontano le difficoltà e le pratiche (discutibili) utilizzate durante la lezione a distanza per poter verificare il percorso di apprendimento, dalla sciarpa alla benda passando per doppia o tripla telecamera, non si può non prendere atto che in questo caso gli insegnanti, forse, hanno confuso il loro ruolo con quello di un carabiniere; forse hanno perso di vista, per ottemperare a una esigenza burocratica, lo “sguardo” del maestro, che prima di tutto insegna.

Ed è con questo afflato burocratico che i due mesi che portano alla chiusura dell’anno scolastico possono divenire peggio della dad. Perché gli insegnanti potrebbero sentirsi in difetto nei confronti della norma, che prevede congrui numeri di valutazioni, e riempire le poche settimane restanti di scuola di raccolta voti, così come si raccolgono i punti al supermercato! Non si senta offeso nessuno. Ma questo desiderio di osservare la norma distrae dal vedere ciò che sta dietro la mascherina; rischia di sfuocare gli sguardi da Giuseppe, Arianna, Nicolas… per poter dire: “Il voto è”. Ma sapremo ancora dire: “Giuseppe è, Arianna è, Nicolas è …”, perché il rischio è quello che i due mesi finali dell’anno, in cui si può provare a recuperare una relazione significativa con un adolescente, si perdano dietro un voto e una verifica. Solo la relazione rende saporito il sapere; e questa è mancata. Perché questi mesi, attesi per recuperare relazioni tra amici, scuola e insegnanti, non siano la raccolta solamente dell’ansia da prestazione, del terrore del non sentirsi all’altezza da parte di innumerevoli occhi che cercano di essere guardati ma che rischiano, in realtà, di essere a malapena visti. E solo gli insegnanti possono tratteggiarli in un modo o nell’altro!

MAURO TONINELLI 16 apr 13:01