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Brescia
di LUCIANO ZANARDINI 28 mag 10:12

Chi amministra bene, vince. Quasi sempre

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Dopo le elezioni del 26 maggio, ai vincitori il compito di amministrare, cercando di coinvolgere anche gli sconfitti nelle dinamiche dei consigli comunali che oggi, purtroppo, lasciano sempre poco spazio e capacità di incisività alle minoranze

Chi amministra bene vince. Quasi sempre. È difficile fare una sintesi dei 147 Comuni che sono andati al voto nella tornata del 26 maggio, ma ci sono alcuni dati interessanti da annotare. L’abbinata con le elezioni europee ha favorito, visto il risultato ottenuto dalla Lega, la vittoria in molti paesi del centrodestra che, quasi ovunque, ha optato per l’inserimento dei simboli di partito nelle liste. Cinque anni fa il Pd aveva sfruttato l'onda del 40%, cinque anni dopo tocca alla Lega passare all'incasso. E così a Rezzato, dopo 24 anni di egemonia di Rezzato Democratica, e a Concesio abbiamo assistito a un cambio della guardia con il centrodestra che ora avrà il compito di amministrare. Ci sono, però, anche alcune eccezioni interessanti. A Borgosatollo (50,10%), Cologne (50,75% per la Lega) e Leno (52,79%) il centrosinistra ha saputo capovolgere una situazione quasi impossibile. Abbiamo scelto a campione questi tre paesi perché ci sono delle similitudini interessanti e, soprattutto, perché le liste che si affrontavano erano solo due (è più facile fare un raffronto con le Europee). Erano i Sindaci uscenti che, evidentemente, hanno amministrato bene e sono stati premiati dai loro elettori. Ma Giacomo Marniga (Borgosatollo), Carlo Chiari (Cologne) e Cristina Tedaldi (Leno) hanno sbaragliato la concorrenza che in tutti e tre i Comuni metteva in bella mostra i simboli della Lega e del centrodestra. Hanno puntato su candidati che vivono le loro comunità e che sono, perché impegnati direttamente, riconoscibili in molte associazioni e, magari, anche in parrocchia (resta con le sue difficoltà una realtà centrale nella vita di una comunità).

Nei Comuni medio-piccoli la scelta delle persone ha fatto la differenza al di là del vento leghista che ha soffiato su tutta la Provincia. Sul territorio ci sono state altre eccezioni interessanti anche in Comuni più grandi. È il caso, ad esempio, di Chiari dove alle Europee la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno raggiunto il 66%, ma alle comunali Alessandro Cugini (centrodestra) non ha saputo beneficiare di questo ampio margine ed è uscito sconfitto anche se solo per 45 voti. Nella città clarense è stata premiata ancora una volta l’amministrazione di Massimo Vizzardi, sindaco uscente. Cugini, segretario cittadino della Lega, in queste settimane di campagna elettorale si era rifiutato di partecipare ai confronti pubblici con l’altro candidato, ma forse, visto l’esito, sarebbe stato utile. In generale, va fatto un plauso a quanti si sono messi in gioco in questa tornata. Ai vincitori il compito di amministrare, cercando di coinvolgere anche gli sconfitti nelle dinamiche dei consigli comunali che oggi, purtroppo, lasciano sempre poco spazio e capacità di incisività alle minoranze. La comunità è e deve rimanere di tutti. L’auspicio è che chi si ritrova tra i banchi dell’opposizione continui il suo impegno per il bene comune, anche se a volte può sembrare frustrante. Solo così il consiglio comunale diventa una palestra nella quale costruire anche un percorso (che non si può improvvisare) per la prossima scadenza elettorale.  Ai cittadini l'invito a non abbandonare i propri consiglieri di maggioranza e di opposizione: la partecipazione fa crescere la comunità.

LUCIANO ZANARDINI 28 mag 10:12