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Villaggio Sereno
di MARIO NEVA 25 feb 07:55

Elia Cattaneo, una vita donata

E' stato un vero e proprio duello tra sorella morte, alleata del Covid19, e un uomo che non aveva mai superato i 38 gradi di temperatura corporea, trovatosi improvvisamente a 40; classe 1937, una vita a dir poco straordinaria. La sua eredità più evidente sono gli otto figli e i  27 nipoti, il ventottesimo in arrivo. Forse chiediamo troppo, ma sarebbe opportuno che la città si fermasse un istante davanti a questo decesso che non lascia rimpianti e che accende un grande sentimento di gratitudine e di oggettiva ammirazione. I presupposti di una vita avventurosa nel vasto campo del bene ci sono tutti.

Nato a Brescia, viene accudito dai nonni in Carpeneda di Vobarno, la madre è staffetta partigiana della Brigata Garibaldi, con la giovanissima zia, e conosce più volte la prigionia. Rientrato nel centro città vive il disagio del dopo guerra comune a tanti giovanissimi. La svolta decisiva per la sua vita è l'incontro con i Padri della Pace cui resterà profondamente legato per tutta la vita. Diventa collaboratore tra i tanti di Padre Marcolini. Vive l'avventura dello scoutismo dove il primo discorso sono l'esperienza di vita e il servizio. Occorre certamente rimarcare in questo periodo storico lo straordinario ruolo della Pace e in genere dei nostri Oratori bresciani nei momenti difficili, momenti nei quali è facile il pessimismo e il tirare i remi in barca. Membro attivo delle BIM Bande Irregolari Marcolini, ama la montagna. Consegue il diploma superiore ed è arruolato negli alpini, anche se pare poco incline alle manifestazioni rievocative. Fine ragionatore, qualche volta eccessivo sui risvolti inquietanti della storia umana. Tra le grandi amicizie della Pace dobbiamo ricordare don Michele Braga, il fratello don Silvio, Padre Antonio Izmindy, tutti e tre recentemnte scomparsi, Padre Pippo, che saranno un sicuro riferimento per una carità che cerca i luoghi giusti e fugge le medaglie.

Difficilmente si capirebbe l'opera di Elia senza parlare di sua moglie; sposati nel 1962, un matrimonio adatto per chi intende esaltare i valori della complementarietà e della reciprocità; con loro viene in mente il versetto biblico "maschio e femmina li creo"; un amore vissuto intensamente e generosamente nella fede. Insieme mettono su casa al Villaggio Sereno. Lavoratore instancabile Elia è responsabile delle vendite alla Cipzoo, viaggia spesso, diventa pratico di spedizioni e di relazioni internazionali. Senza dimenticare "quelli di casa sua" e l'orto di casa.

La svolta avviene quando don Michele Braga, all`inizio degli anni novanta, dopo aver ospitato nella canonica del Beato Palazzolo un sacerdote albanese, gia` perseguitato dal regime, e poi vescovo di Tirana, decide di partire come Fidei Donum in Albania. E' un momento a dir poco drammatico per il paese delle Aquile, caduto il regime di Enver Hoxha, caduto il muro di Berlino, con le fragili frontiere permeabili alla nuova ondata migratoria. Graziella, la moglie, è convinta che la carità "esce dalla porta e rientra dalla finestra", con i figli già cresciuti e responsabili i due decidono così di comune accordo che, mentre lei segue la famiglia e prega intensamente con la mediazione della Madre di Dio, Elia si dedica totalmente ai poveri raccogliendo e spedendo beni. Il centro di raccolta viene improvvisato nel campanile, nei locali della Noce. Subito si crea un gruppo di volontari che hanno capito l'importanza della partita in gioco. Contemporaneamente Romano Damiani, un altro cavallo da corsa, parte con il Camper Emergenza, i coniugi Materossi con Gianni Saletti Fausto Mostarda con la Cooperativa Servire, per nominare con profonda commozione, solo quelli che sono già partiti per l'ultimo viaggio, fino alla triste necessità di dare una risposta coraggiosa al problema della prostituzione delle ragazze straniere sulla strada.

Elia è un leader che non è cresciuto in un salotto di idee, o alla ricerca di occupare il tempo, va diritto allo scopo... un po' alla volta si crea il gruppo di donne e di uomini con alcune regole non scritte ma osservate senza fatica: niente denaro, non si porta nulla a casa, si collabora con gli altri. Di fatto si collabora intensamente con altri gruppi: Essere Carità Bresciana, gruppo 29 Maggio, Caritas, gruppi Caritas, Cuore Amico e gruppi missionari di Brescia e Provincia ecc...

Il 1996 è un anno cruciale. Elia accompagna in Ucraina la salma di una ragazza uccisa martoriata e abbandonata sotto un ponte, riconsegnandola ai genitori. Il lungo il viaggio è una sofferta meditazione, quasi doglie dolorose di un parto: si decide che ad ogni crimine si risponderà con una splendida opera di carità. Nasce così Estportiamo, l'associazione che viaggia verso l'Est attraversando Romania, Albania, Ucraina fino a raggiungere la Siria. In paradiso Elia dovrà spiegare come ha fatto a spedire per piu` di 20 anni uno o due Tir al mese per le popolazioni povere solo con il sostegno dei volontari, che nel frattempo si radunano nel capannone delle Caselle in località Noce.

Gli amici sanno che tutte le mattine Elia con la moglie era puntuale alla celebrazione della messa, lui leggeva le letture. Finita la celebrazione ricominciava l'avventura dell'amore con una voce nel cuore: ...avevo fame e mi hai dato da mangiare, avevo sete e mi hai dato da bere, ero nudo e mi avete vestito, forestiero e mi avete ospitato, malato e prigioniero e mi avete visitato...

Elia era dinamico, energia inesauribile, qualche volta sembrava irruente e duro, ma chi lo ha conosciuto bene era sorpreso dalla sua bonta` e tenerezza, un angolo dei suoi occhi sorrideva sempre, il suo dramma più sconsolato la perdita recente della moglie carissima. Grazie Elia, a presto.

MARIO NEVA 25 feb 07:55