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di ROSSELLA DE PERI 05 lug 12:15

Famiglia: pianificare una relazione

Un martedì mattina Giada assume la pillola abortiva Ru 486; decide per la pillola come se fosse “meno abortiva”, nel suo immaginario; l’aborto con una pillola ha per lei emotivamente un impatto meno forte. Luca piomba in una depressione reattiva; sta vivendo un lutto: la morte di suo figlio. Non ha nulla da rimproverarsi rispetto alla decisione di Giada: ha provato il tutto e per tutto, ma...

Luca e Giada hanno una relazione da qualche mese. Giada rimane incinta. Contrariamente a quanto più spesso succede, Luca vuole tenere il bambino, mentre Giada vuole abortire. Ed è determinatissima, non ha incertezze. Deve ancora finire l’università: avere un bambino adesso sconvolgerebbe i suoi piani. Luca invece è subito molto determinato ad avere il bambino. Chiede la collaborazione dei suoi: lo affiancherebbero in tutto e per tutto nel suo ruolo di giovane padre, anche senza la presenza di Giada. Luca tenta in tutti i modi di convincere Giada: con dolcezza e con aggressività, ma Giada è irremovibile: solo lei, per legge, può decidere in merito. Un martedì mattina Giada assume la pillola abortiva Ru 486; decide per la pillola come se fosse “meno abortiva”, nel suo immaginario; l’aborto con una pillola ha per lei emotivamente un impatto meno forte. Luca piomba in una depressione reattiva; sta vivendo un lutto: la morte di suo figlio. Non ha nulla da rimproverarsi rispetto alla decisione di Giada: ha provato il tutto e per tutto, ma per legge, aveva le mani legate.

Ciò che si rimprovera è invece il non aver capito che tipo di ragazza abbia frequentato, che valori avesse, l’assenza di un confronto su temi così importanti, come l’aborto. Su questo Luca non si dà pace. Quindi, accanto al dolore per l’aborto subito (nel senso vero del termine), c’è tutta una serie di dubbi e recriminazioni sulla relazione intessuta con Giada. Ma una relazione non si può pianificare, non può essere determinata meccanicisticamente con una serie di crocette accanto a requisiti che dovrebbe avere la persona che decidiamo di avere al fianco. Ma non funziona così. Perché una relazione è un’alchimia di elementi non facilmente determinabili. La razionalità è dimensione che ha poco a che fare con il nascere di una relazione e con la sua evoluzione, anzi spesso ne è l’antitesi. E poi una persona non si conosce a tavolino, la si conosce vivendola nella relazione. E spesso una relazione è imprevedibile, sorprendente. E meno male! La relazione cambia chi la vive con me, se questa è vissuta in profondità, mettendosi in gioco. La persone è il prodotto delle relazioni che ha vissuto e vive. Le persone sono esseri in evoluzione grazie alle relazioni che vivono. Per cui, si può scegliere una persona in base ai requisiti che possiede e ci si può ritrovare con quella persona che è cambiata nel tempo, in meglio o in peggio.

ROSSELLA DE PERI 05 lug 12:15