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Brescia
di ROSSELLA DE PERI 08 nov 09:14

Fattelo bastare

“Ciao. Come stai tu? Io purtroppo ho brutte notizie per la mia salute. Chiamami quando puoi” “Mi hanno trovato un tumore al seno, maligno…”. Viviamo dando tutto per scontato: così non apprezziamo niente

Laura ha visto che c’è un messaggio di Patrizia sul cellulare; lo leggerà più tardi: tanto sarà la solita proposta di vedersi per una pizza. Laura e Patrizia fanno lo stesso lavoro; si conoscono dai tempi dell’università; si sono laureate nello stesso anno. Davanti a una pizza parleranno di lavoro e di altro, più personale. Appena ha tempo, Laura legge: “Ciao. Come stai tu? Io purtroppo ho brutte notizie per la mia salute. Chiamami quando puoi”. Laura immediatamente telefona a Patrizia: “Mi hanno trovato un tumore al seno, maligno…”.

Patrizia insisteva quest’anno per andare due giorni a Bologna, la città in cui si sono laureate, per festeggiare i vent’anni dalla laurea. Laura procrastinava. Due giorni: come si fa col lavoro e famiglia?! E poi, cosa si fa là due giorni?! Adesso c’è tutto il rammarico per non aver aderito, la tristezza per un’occasione persa per stare insieme alla collega/amica, l’incertezza sul rendere ancora possibile quell’evento. Maurizio, Daniele, Fabio e Gianluca si trovavano da una vita il lunedì sera, all’inizio della settimana lavorativa, a bere una birra. Era un rito, nemmeno si davano conferma: ci si trovava là, solita birreria, solita ora. Da un anno Daniele sta lottando con un cancro. “Le cose non stanno andando bene. Stanno provando una nuova cura…”. La sua assenza, nel solito posto, sempre più frequente. Ora è costante: Daniele è allettato. E’ debole, ha piaghe da decubito. I quattro amici davano per scontato trovarsi il lunedì sera, per una birra, come per sempre. Mattia ha una malattia degenerativa. Faceva manutenzione alle strade. Era molto forte. Ora non sa più muovere neanche un braccio. Perché diamo per scontato che abbiamo tempo fino a fine anno per fare un viaggio con una persona cara? Perché diamo per scontato che ci troveremo tutte le settimane con gli amici? Perché diamo per scontato che il nostro corpo esegua i comandi che gli diamo? Perché non apprezziamo l’ordinarietà, i giorni comuni, le presenze non scoppiettanti, ma costanti?

Viviamo dando tutto per scontato: così non apprezziamo niente. Dovremmo rendere sacro l’ordinario, cioè dargli un valore trascendente, evitare di profanarlo.

Forse viviamo aspettando Godot. Facciamoci bastare ciò che viviamo.

ROSSELLA DE PERI 08 nov 09:14