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di LUIGI DOMENIGHINI 25 ott 15:50

Giocare d’azzardo è sbagliato, sempre!

Questa mattina un caro amico è arrivato al bar, con la figlia e il nipote preadolescente. Ha ordinato due caffè, un sacchetto di patatine e… un gratta e vinci. Partita la figlia con il ragazzo, faccio notare all’amico che con l’acquisto di quel biglietto e i relativi sogni sono stati un “pessimo modello” per il nipote: “È un gioco, che male faccio?”

Questa mattina un caro amico è arrivato al bar, con la figlia e il nipote preadolescente. Ha ordinato due caffè, un sacchetto di patatine e… un gratta e vinci. Partita la figlia con il ragazzo, faccio notare all’amico che con l’acquisto di quel biglietto e i relativi sogni sono stati un “pessimo modello” per il nipote: “È un gioco, che male faccio?”. “Non è un gioco: tu, come tutti, speri di vincere e proponi, invece del lavoro, del risparmio, della sobrietà, ecc., l’investimento nella fortuna, nel denaro facile che ti può arrivare con pochi euro infilati in una slot machine, spesi per una schedina o per grattare un tagliando; senza sforzo, senza impegno, senza fatica!”. Quasi, quasi mi dà ragione il mio amico e questo mi consente di invitarlo a smettere di chiamarlo gioco; ma “azzardo legalizzato” che sta rovinando l’esistenza di molte persone, sta impoverendo un paese già povero, sta riducendo i consumi perché il denaro così buttato viene sottratto ad altri acquisti magari necessari.

E posso continuare invitandolo a prendere atto che è un fenomeno diffusissimo (Avvenire indica in 18 milioni i connazionali coinvolti) contro il quale dobbiamo combattere noi per primi evitando di praticarlo, di parlare delle grandi vincite e dei progetti che potremmo realizzare con esse. A questo punto arriva un “ma”: “Ma, lo Stato ci guadagna e mai rinuncerà ai proventi delle scommesse, etc.”. Faccio allora presente che il fisco guadagnerebbe di più se gli stessi soldi fossero usati per l’acquisto di beni materiali e di consumo per Iva e tasse, quasi sempre superiori, che gravano su questi prodotti. A ciò vanno aggiunti i costi delle ludopatie e i danni che queste causano (12 mila italiani in cura, famiglie devastate, trionfo dell’usura, delle mafie e tanto altro). Ora d’accordo, io ed il mio amico concludiamo che acquistare il biglietto al bar, giocare alle macchinette, partecipare a lotterie o scommesse anche on line, non solo è dannoso per le finanze familiari, ma è anche un comportamento pedagogicamente negativo.



LUIGI DOMENIGHINI 25 ott 15:50