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Brescia
di CLAUDIO PAGANINI 02 mag 08:35

Il Sabato del Villaggio: Brescia in A

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Il Brescia conquista la Seria A dopo un campionato all'insegna di vittorie e grande impegno. Il vescovo Tremolada ha fatto suonare a festa le campane del duomo in occasione della vittoria contro l'Ascoli. Ora però sono tanti i pensieri all'orizzonte e la squadra dovrà affrontare le difficoltà che si presentano quando si deve fronteggiare "l'Olimpo calcistico italiano"

Il futuro implica la possibilità di essere felici. Ovviamente bisogna darsi da fare, impegnarsi, creare le situazioni favorevoli. Ma proprio nel domani si radica la speranza di ogni felicità. Nella Brescia sportiva, da qualche mese, il sogno di felicità è legato all’approdo della squadra cittadina nel campionato di serie A. Sabato 11 maggio tutto diventerà ufficiale: a Dio piacendo, le campane delle chiese bresciane suoneranno a festa. L’ha promesso il vescovo Pierantonio Tremolada! Da alcune settimane in questo “Sabato del villaggio” bresciano si sono moltiplicati i momenti di euforia. “I fanciulli gridando su la piazzuola in frotta, e qua e là saltando” vanno fantasticando di poter veder giocare Ronaldo al Rigamonti; i pizzaioli napoletani son pronti a riempire lo stadio; e qualcuno prepara i botti per il derby con l’Atalanta. Anche i bambini di tre anni cantano su YouTube le canzoncine per Torregrossa e Donnarumma. L’amore per la maglia biancoazzurra sta tornando! Tornano i sogni di felicità, senza dover emigrare a Torino o a Milano, per sentirsi importanti. Anche il Brescia in Serie A avrà il suo grande posto nel mondo.

“Garzoncello scherzoso, cotesta età fiorita è come un giorno d’allegrezza pieno” profetizza il Leopardi. Sì perché, forse, sarà solo un giorno di allegrezza piena! Dal giorno dopo cominceranno i pensieri da troppi anni nascosti sotto lo zerbino. Le decisioni vere sono state rinviate per troppo tempo. Uno stadio vecchio: chi vuole metterci i soldi per ricostruirlo? Ci pensi Cellino: e se spostasse la squadra a Reggio Emila? Servirà una squadra competitiva per non retrocedere subito: fatta con i soldi bresciani di chi ama lo sport o sarà occasione per fare affari (soldoni!) e poi scappare col bottino? “Godi, fanciullo mio; stagion lieta è cotesta” continua il poeta. Dopo le vacche magre quest’anno è stata proprio una stagione lieta con il Brescia da mesi primo in classifica. Fortuna? Bravura dei giocatori e dei dirigenti? Non interessa a nessuno di chi sia il merito o come abbia fatto; basta che il Brescia rimanga lassù, nell’Olimpo sportivo! E con lui ci sarà anche il nostro cuore. “Altro dirti non vo’; ma la tua festa ch’anco tardi a venir non ti sia grave”. Ecco, con Leopardi teniamoci questo dubbio finale. La festa dura un giorno, ma i problemi restano. Forse era meglio curare prima il malato (curando la cultura sportiva) e poi festeggiare la guarigione con la serie A. 

CLAUDIO PAGANINI 02 mag 08:35