lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
di ROBERTO FERRANTI 16 lug 2026 07:27

Il vero rispetto

Il 25 giugno a Roma, presso l’Ara Pacis, i responsabili di 15 delle confessioni e tradizioni religiose che abitano in Italia (e tra essi anche il cardinale Zuppi per la Chiesa Italiana e i rappresentati delle comunità islamiche italiane) hanno steso un Patto per dare continuità e prospettiva al loro lavoro insieme e per dare ufficialità all’esperienza di dialogo. Così si legge nel testo: “Condividiamo il valore e la complessità di essere persone credenti e praticanti di diverse fedi in una società post moderna secolarizzata, multiculturale e plurireligiosa, ferita da conflitti ed estremismi, anche pseudo-religiosi, derivanti da posizioni etnocentriche, prevaricanti, di chiusura e di colonizzazione culturale ed economica, e condividiamo l’importanza di agire insieme per il Bene comune, certi della rilevanza del dialogo interreligioso per lo sviluppo della società italiana”.

Trovo queste parole le migliori per commentare i fatti di via Camozzi dell’8 luglio (la testa di maiale ritrovata davanti alla futura sede di un Centro Islamico) per evitare che parlino maggiormente le ferite della società in cui viviamo che rischia di usare la religione come strumento di difesa identitaria, dimenticando che la vita spirituale serve per esprimere il meglio di ciascuno di noi. Credo che dobbiamo sempre di più renderci conto di quale tipo di comunità vogliamo lasciare in eredità ai nostri giovani: se vogliamo essere realisti, che ci piaccia o no, le nostre comunità saranno sempre di più composte da diversità culturali e religiose, il fenomeno della mobilità umana non lo arresteremo con proclami ideologici. Dobbiamo cercare di non perdere tempo affinchè impariamo a essere comunità insieme attraverso le diversità.

Papa Francesco ricordava nel 2018 in Egitto parlando ad Al-Azhar: “Educare all’apertura rispettosa e al dialogo sincero con l’altro, riconoscendone i diritti e le libertà fondamentali, specialmente quella religiosa, costituisce la via migliore per edificare insieme il futuro, per essere costruttori di civiltà. Perché l’unica alternativa alla civiltà dell’incontro è la inciviltà dello scontro, non ce n’è un’altra”. Voglio sperare che la nostra Brescia, laboratorio di interculturalità, possa beneficiare delle nostre fedi che ci aiutano a far sbocciare, attraverso le nostre pratiche religiose, il vero rispetto per la dignità di ogni uomo e donna; voglio sperare che la nostra Brescia, laboratorio di vita interreligiosa, possa sempre di più essere abitata da uomini e donne autenticamente credenti.

(Foto Siciliani - Gennari/SIR)

ROBERTO FERRANTI 16 lug 2026 07:27