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Brescia
di GABRIELE BAZZOLI 10 giu 2026 12:26

Il villaggio chiamato Grest

Iniziano i Grest. Nuovamente, come ogni anno, allo scoccare dell’ultima campanella di scuola, già i primi oratori sono pronti ad accogliere bambini e animatori per tre, quattro, a volte anche sette settimane. Se osserviamo da lontano questo “villaggio” che si ripopola ogni estate, potremmo supporre che – nonostante il “cambio di abito” che tema, titolo, inni e storia offrono – la proposta di questa esperienza rimanga più o meno sempre la stessa, con le dinamiche di gioco, relazione, condivisione che ne costituiscono l’architrave. Eppure qualcosa di profondo sta “aggiornando” il nostro villaggio del Grest che prova a diventare una smart city: non sarà banale provare a guardare più da vicino gli aspetti più significativi di questo upload.

Il titolo “Bella Fra!” che Odl ha proposto ci aiuta a leggere il primo cambiamento mettendo al centro della storia e delle proposte (di gioco, di riflessione e di animazione) la figura di san Francesco. Attraverso il racconto di alcuni episodi della sua povera, ma ricca esistenza, i bambini troveranno nei suoi sogni, nella sua proposta di vita fraterna, nella sua ricerca della pace, nella sua capacità di vedere Dio nella bellezza del creato e di lodarlo in ogni momento dell’esistenza, una proposta che punta a mettere in discussione e a proporre uno stile di vita molto diverso da quello “del mondo”. Il Grest è una tipica esperienza di oratorio in un contesto dove tutte le esperienze di comunità (anche quelle propriamente ecclesiali) faticano non solo a trovare tempo, ma anche stile e fedeltà. L’aggiornamento di un sistema (come purtroppo sappiamo avendo a che fare con smartphone e computer) non solo risolve alcuni problemi ma, non di rado, crea rallentamenti o addirittura piccoli crash. E i nostri Grest (nella nostra Diocesi, sono tanti, ben più di 200!) stanno provando a cambiare, modellando una proposta che vuole rimanere profondamente educativa pur trovandosi in mezzo ad almeno 3 trasformazioni molto rilevanti: la trasformazione demografica delle nostre Parrocchie, il cambiamento nelle richieste e nelle attese delle famiglie, l’indebolirsi del volontariato adulto.

Negli ultimi 10 anni la provincia ha “perso” 30mila minori (tra gli 0 e i 14 anni – Istat 2025). Il dato è impressionante (e per gli 0-6 ancora più significativo). Lo vediamo al Grest dove – quasi ovunque – il numero degli animatori adolescenti è molto grande rispetto a quello dei bambini. E questo richiede la fatica di trovare “spazio di impegno” per tutti e una gestione degli adolescenti decisamente più impegnativa. In secondo luogo le richieste delle famiglie si allargano: fino a pochi anni fa molti oratori potevano proporre un Grest  solo nel pomeriggio, per curarne al massimo la dimensione educativa. Oggi gli orari si allungano, provano a rispondere a richieste di anticipo, posticipo, di mense con menù dedicati. Mentre in oratorio si prova a continuare a proporre esperienze di crescita e di “attivazione” per bambini e ragazzi, i coordinatori vivono la difficoltà di offrire risposte ad attese diverse, che a volte si trasformano in pretese, non sempre soddisfabili. Infine, il volontariato adulto è sempre più debole ed è inutile nasconderlo: i volontari “storici” invecchiano, l’età della pensione si allunga, le modalità con le quali viene offerta la propria disponibilità cambiano. Alcune professionalità – necessariamente –si affiancano al volontariato dando struttura alla proposta.

Sappiamo che molto è nelle mani dei nostri animatori adolescenti: a loro, a chi accoglie la loro disponibilità e il loro impegno e accetta di coordinarli – offrendo il sogno, lo stile e la povertà di Francesco come orizzonte – a chi sostiene (con la preghiera, la fiducia, il proprio impegno disinteressato) questo villaggio che sta diventando smart, ma vorrebbe trovare una parola “bresciana” per dirlo, va la nostra gratitudine e il nostro sguardo ammirato.

GABRIELE BAZZOLI 10 giu 2026 12:26