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Brescia
di ADRIANO BIANCHI 26 lug 2018 12:28

Iuschra e il nostro senso di umanità

Torna a casa Iuschra, lasciati trovare! È un desiderio. È il grido straziante del tuo papà, della tua famiglia, dei tuoi educatori, di tutti coloro che in questi giorni ti hanno cercato di notte e di giorno sull’altipiano di Serle

Torna a casa Iuschra, lasciati trovare! È un desiderio. È il grido straziante del tuo papà, della tua famiglia, dei tuoi educatori, di tutti coloro che in questi giorni ti hanno cercato di notte e di giorno sull’altipiano di Serle. E con loro te lo sussuriamo anche noi che non possiamo, dietro la cronaca puntuale dei fatti, non registrare come dallo scorso 19 luglio si siano ancora una volta manifestati in tutta la loro forza lo spirito di partecipazione popolare, la grande sensibilità e la rete di solidarietà che caratterizza la terra bresciana.

La storia di una ragazzina di 12 anni che a causa della sua malattia vive già in un mondo a parte e che sparisce nel nulla tocca il cuore di tutti. A una settimana di distanza la decisione di proseguire le ricerche a oltranza alimenta ancora la speranza, ma il tempo che passa aumenta l’apprensione di chi attende. Cosa stiamo imparando, ancora una volta? Che i bresciani sono altro rispetto alle affrettate rappresentazioni di freddezza e chiusura con cui a volte sono raccontati o con cui talvolta amano descriversi. Davanti a chi chiede aiuto c’è uno spirito profondo di umanità che stupisce ogni volta. Cosa stiamo imparando? Che il volto di Iuschra, con i suoi colori lontani, ci permette di restare umani. Non c’è etnia o religione che crei distanze quando c’è in gioco una vita umana da salvare.

Non c’è barriera davanti al dolore di un padre e di una madre che cercano la loro bambina... “E se fosse mio figlio, mia figlia? Io cosa farei? Su chi potrei contare?” Molto, e con competenza, si è fatto e si farà ancora perché Iuschra esca dal bosco e torni a casa. Giova forse in questo momento di attesa fissare solo qualche emozione. Me ne ha offerta una la parola rotta dalla commozione Tiziano Bertoli, sindaco di Nave, davanti agli anziani in Conche ricordando l’impegno di tanti volontari che dall’altra parte della montagna si spendevano in questa ricerca. Come pure me l’ha donata la comunione di preghiera discreta e partecipe del Vescovo in sintonia con la comunità di origine della famiglia di Iuschra. Non sappiamo se tornerà, ma continuiamo a pregare e sperare.

ADRIANO BIANCHI 26 lug 2018 12:28