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Brescia
di LUCIANO ZANARDINI 14 ott 2022 10:39

L’ora delle scelte

Alla Fondazione Oasis di Lambeth North (Londra) stanno allestendo un rifugio a ore per chi non potrà permettersi di accendere il riscaldamento a casa. Sarà aperto tutti i giorni. In altre città inglesi si sta pensando di cambiare l’utilizzo anche dei teatri, delle chiese e delle gallerie d’arte. Siamo attesi da un periodo di grande criticità. Alcuni analisti sostengono che a gennaio, probabilmente, dovremo fare i conti con un razionamento pomeridiano dell’elettricità e del riscaldamento. Non siamo pronti. Per affrontare le conseguenze della crisi petrolifera del 1973 il governo italiano, come altri governi europei, adottò misure di austerità per favorire la riduzione forzata dei consumi energetici che modificarono nel breve periodo le abitudini dei cittadini e resero l’opinione pubblica consa­pevole della fine di un lungo ciclo di espansione economica. Saremo costretti dalla necessità. Come abbiamo sperimentato con la pandemia. Sicuramente gli Ospedali, i luoghi di cura, le scuole dell’infanzia e le Rsa rappresentano delle priorità da salvaguardare e proteggere. Ci sono famiglie già in difficoltà che potrebbero entrare nella spirale della povertà.

Molte realtà produttive sono costrette a mettere in cantiere contratti di solidarietà o ad attivare la cassa integrazione per resistere all’aumento generalizzato dei prezzi. Altre rispolvereranno il lavoro agile da casa o sperimenteranno la settimana corta per abbattere i consumi. E poi c’è tutto il mondo che ruota attorno allo sport amatoriale e al tempo libero: dalle palestre agli stadi. Per non parlare delle parrocchie. Non ci sono ricette prestabilite così come è difficile fare delle previsioni. La crisi energetica non deve diventare l’alibi per finire in ritirata, cioè per chiudere le serrande. Certamente rateizzare le bollette, come già avviene, potrebbe non bastare: per alcune realtà, già gravate dai bilanci in rosso, è una sorta di accanimento terapeutico. La comunità con i suoi organismi (il consiglio pastorale o il consiglio per gli affari economici) deve ragionare sulla strada da percorrere. Ottimizzare i tempi e i luoghi delle riunioni, valorizzando gli spazi già riscaldati, può rappresentare un buon inizio. Concretamente anche sostituire le lampade obsolete è un segnale. Tutti gli accorgimenti non sono solo una risposta all’emergenza, ma rappresentano un investimento nel lungo periodo. Da questo punto di vista le Comunità Energetiche Rinnovabili propongono un modello alternativo. Si può fare. La parrocchia cittadina di Sant’Angela Merici si sta già attivando in questa direzione. Non risolve il problema di oggi, ma crea i presupposti per un’autonomia futura.

LUCIANO ZANARDINI 14 ott 2022 10:39