Lavoro e benessere
Il lavoro è un tema centrale della vita di tutti noi, sebbene nel tempo e nelle generazioni abbia assunto valore e significato ora in via di trasformazione: se fino a qualche tempo fa il lavoro era sull’asse valoriale uno dei pilastri fondanti, se non il prioritario, oggi è considerato certamente uno tra i temi più importanti della nostra vita, ma non è assolutizzato se letto in relazione ad altre variabili che gradatamente giocano un ruolo più impattante rispetto al passato. Rimanere miopi dinnanzi a questo cambiamento di prospettiva rappresenta un rischio importante, significa non sapere riconoscere che le nuove generazioni, non solo i giovanissimi, ora, in realtà, stanno reclamando. Riflessioni recenti, cui abbiamo già accennato, hanno dato segnale di un cambio di passo: i lavoratori, accanto a salario e prospettive di crescita, cercano un progetto in cui riconoscersi e in cui potere generare valore tramite il proprio contributo, chiedono valori nelle organizzazioni, vogliono esser riconosciuti e non è più, dunque, unicamente un contratto che lega persone a reddito, competenze e obiettivi. Si chiede un lavoro in cui sia possibile conciliare vita personale e professionale.
Quando si studia la strategia per il consolidamento del benessere nelle organizzazioni, considerare questi riscontri come riflessioni isolate ed estranee alle altre variabili di vita delle imprese è un approccio rischioso, incapace di sguardo sul mondo in evoluzione e sulle imprese. Se è vero che le imprese sono abitate dalle persone che le vivono e sono impregnate fino alle radici dalle relazioni che tra le stesse si creano, le relazioni interpersonali condizionano il clima organizzativo. Ma non è sufficiente, serve di più. Serve che le imprese diano risposte concrete alle richieste che emergono ora vivacemente e che rimandano al lavoro come luogo di vita, in cui possibilmente vivere al meglio il proprio tempo, bilanciandolo con le altre importanti variabili a cui i lavoratori oggi pongono attenzione. Diversamente, nel mercato del lavoro rischieremo che il divario tra domanda e offerta si allarghi sempre più e nel mezzo rimane la necessità di innovazione e trasformazione delle imprese, con l’occhio all’oggi e al domani, non a ieri. E qui si gioca un’altra importante partita, la capacità di accogliere il cambio generazionale. Memori, non nostalgici. Spendere energie su benessere organizzativo e lavoro è espressione di evoluzione della cultura organizzativa. Imprese, quali sono ora le prime mosse da fare per conciliare le richieste del mondo del lavoro e promuovere il benessere?
@Foto Ansa/Sir