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Brescia
di AMERIGO BARBIERI 14 nov 2018 15:14

Mari, una vita da mendicante del vero

“Foliage”, d’autunno cadono le foglie. Ognuna in modo diverso: un soffio di vento nella tarda stagione dopo resistenze, o per uno strappo violento da forze estranee alla natura. All’inizio di un nuovo giorno l’alba registra la tua caduta nel terreno inospitale e tragico delle terre morte del nulla e dell’oblio. E parrebbe tutto triste, anche se previsto, tragico e assurdo nello stesso tempo...

“Foliage”, d’autunno cadono le foglie. Ognuna in modo diverso: un soffio di vento nella tarda stagione dopo resistenze, o per uno strappo violento da forze estranee alla natura. All’inizio di un nuovo giorno l’alba registra la tua caduta nel terreno inospitale e tragico delle terre morte del nulla e dell’oblio. E parrebbe tutto triste, anche se previsto, tragico e assurdo nello stesso tempo. Eravamo in attesa ancora di molti frutti e sapori del tuo esistere. La tua è stata una vita sapiente che ha narrato nella nostra chiesa locale come protagonista una storia esemplare.

Sei arrivato nella nostra diocesi bussando e chiedendo, trovando da subito accoglienza e stima. Portavi sulle spalle delle fatiche e nel cuore un pozzo di desideri non esauditi. E presto, da noi hai manifestato le passioni che ti hanno segnato e accompagnato. Il bisogno di abitare, o forse meglio, di lasciarti abitare dalla Verità. La ragione, o meglio le tue ragioni hanno sfogliato le grandi “foglie” della sapienza umana: dalla filosofia alla spiritualità. E non sempre è stato facile trovarti accontentato. Per questo hai sempre vissuto da mendicante del Vero e un tenace, meticoloso ricercatore dell’Assoluto. Spesso, illudendoti, trovavi ristori in schemi  o formule. Pronto a ripartire per ulteriori sguardi.  E ancora per questo stavi cercando e studiando come la Verità, la Fede e la pedagogia potessero generare uno sguardo e una consapevolezza pacificati. Rimangono di questi molti fogli, appunti e una stanza del sapere la tua incredibile biblioteca.

La vocazione iniziale al sacerdozio, nell’impatto con il cattolicesimo sociale bresciano ha lasciato spazio a una scelta di uno stile di vita come laico. Il tuo essere cristiano l’hai coniugato a tre costanti attenzioni: la Chiesa, l’educazione e la cultura. Dimensioni che hai vissuto con intelligenza e dedizione. La Chiesa, l’hai sempre desiderata impegnata nella fedeltà alla tradizione, ma capace di abitare le sfide delle modernità, senza rancori o nostalgie, ma pronta a generare nuove sintesi e presenze nella società. E’ stato, nella nostra diocesi il tuo servizio generoso e sereno. Molte comunità parrocchiali hanno trovato stimoli e suggerimenti nelle tue numerose conferenze. Dimostrando una particolare attenzione alle confidenze e alle fatiche dei presbiteri che incontravi. E hai servito la nostra chiesa locale con riservatezza e in una serena e libera solitudine.

I primi tempi della tua presenza  a Brescia, ti hanno visto come attivo segretario di un convegno giovanile. Un’attenzione ai giovani che hai sempre coltivato. Annotando e confessando spesso la tua preoccupazione per la loro crescita. Non essendo mai accondiscendente ai tratti di resa di molte istituzioni chiamate ad essere casa dell’educazione. Temi e argomenti da te affrontati hanno sempre voluto esplorare la possibilità di generare percorsi e luoghi capaci di dare compagnia e risposte alle domande e ai vuoti esistenziali dei giovani. Ripetevi spesso, la pedagogia non basta. Auspicavi un fecondo incontro di sapere ed esperienze: la Fede, la vita delle comunità e processi di catechesi. Manuali, saggi, articoli, insegnamenti, e conferenze, tutte esperienze che ti vedevano impegnato per aiutare le comunità cristiane a dialogare con i temi e le problematiche che sfidano l’esperienza di fede e le prassi pastorali. Amore, matrimonio, sessualità, gender, immigrazione e libertà, non titoli ma capitoli di una volontà di tradurre la proposta del Vangelo di Gesù, nel tempo e negli spazi della contemporaneità. D’autunno ti saluteremo. Memori di questa esemplare figura di uomo, sposo studioso e cristiano. Riconoscenti e non solo. Ma capaci di una promessa: in qualche modo esserti fratelli discepoli. In fondo la tua “foglia” ci ha fatto una buona impressione. Ma ancor di più lascia una traccia, profonda intelligente, libera, generosa e generativa.

Ora il vento del Risorto, solleva e porta lontano da noi la tua “foglia”, e della tua vita farà una perenne eternità. E’ solo una questione di spazio tu ora abiti l’eterno, noi la terra.

AMERIGO BARBIERI 14 nov 2018 15:14