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di CLAUDIO PAGANINI 08 mar 07:53

Onorare la morte di Davide Astori

Ora resta tanta sofferenza a cui si va cercando un senso. Dal dolore deve sbocciare un ulteriore contributo del mondo sportivo: studiare il corpo umano per capire, curare e fare tanta prevenzione. Prevenire, attraverso lo sport, da oggi è un obbligo in più per onorare Davide

La morte di un giovane porta sempre smarrimento. Se poi questo giovane si chiama Davide Astori, capitano della Fiorentina e giocatore della Nazionale di calcio italiana, allo stupore ed al dramma si unisce la domanda: come può morire uno sportivo di 31 anni per arresto cardiaco? Esiste qualche responsabilità? È stato fatto tutto il possibile? La stampa nazionale ha aperto un dibattito sfociato, per alcuni, nella visione fatalista della vita. Per altri, invece, si è evidenziato il contributo dato dal mondo sportivo negli ultimi 15 anni. Noi bresciani fummo profondamente colpiti quando morìtragicamente il giocatore del Brescia Calcio Vittorio Mero. In quella circostanza ci furono tanti scossoni emotivi, ma bastò un minuto di silenzio sui campi da gioco per concludere la riflessione. Oggi lo sport sta offrendo un grosso contributo per evitare le morti improvvise.

I controlli sanitari sono frequenti e minuziosi per conoscere sia la situazione fisica-cardiaca come i possibili margini di crescita. Ogni società sportiva utilizza un’equipe medica a tempo pieno. Viene fatta tantissima prevenzione. Nulla è lasciato al caso! E gli atleti non possono assumere farmaci senza il permesso medico. La superficialità è bandita. Lo stile di vita di un atleta è costantemente monitorato per verificarne una sana alimentazione, un adeguato riposo e la frequentazione di luoghi e persone equilibrate. Non basta saper giocare bene se manca la maturità umana. Le scelte dei dirigenti sportivi sono sempre più orientate a selezionare giocatori di qualità umane e morali per trasmettere ai tifosi l’immagine dello sport pulito. Nessuno vuole più scandali e tanto meno mercanti che sporchino l’immagine dello sport. Gli affari andrebbero male. L’autopsia ha stabilito che la morte di Davide è avvenuta per cause naturali. Nessuno poteva sapere e prevenire un fatto improvviso e letale. Ora resta tanta sofferenza a cui si va cercando un senso. Dal dolore deve sbocciare un ulteriore contributo del mondo sportivo: studiare il corpo umano per capire, curare e fare tanta prevenzione. La prevenzione non è certezza di longevità … è però di possibilità di benessere. Del resto, il corpo è il Tempio dello Spirito, e se talvolta senza un perché, sembra che il Tempio stia crollando, lo Spirito continuare a vivere e suggerisce di lavorare intensamente perché fatti cosi non avvengano più. Prevenire, attraverso lo sport, da oggi è un obbligo in più per onorare Davide .

CLAUDIO PAGANINI 08 mar 07:53