Quo vadis Fifa?
Senza alcuna Fifa di sbagliare, rimango perplesso sulle reazioni universali contro il povero Presidente degli Stati Uniti, reo di aver telefonato a Infantino per far togliere il cartellino rosso a un nazionale degli Stati Uniti. Primo perché è evidente che Trump non conosce le regole del calcio, come quasi tutti gli americani. Secondo perché, al limite, si sarà ricordato che Infantino non aveva pagato l’affitto nella Trump Tower, il posto newyorkese in cui tiene l’ufficio di rappresentanza. Terzo perché era evidente che gli Stati Uniti avrebbero sbattuto contro il Belgio (tutti a tifare Bruxelles per una volta). Quarto perché addirittura sir Blatter si è messo a parlare in latino sui social diventando araldo dell’etica (“Quo vadis Fifa?” ha scritto, chissà se l’ha capito). Quinto perché mi sarebbe piaciuta la stessa reazione indignata per i lavoratori sfruttati e uccisi in Qatar per costruire le infrastrutture dello scorso Mondiale. Sesto perché è probabile che Infantino sarà presidente della Fifa anche al prossimo giro, senza essere votato da Trump, ma da quelli che si sono fintamente scandalizzati. Per fortuna il pallone, quello sì, rotola.