Stato d’accusa
Articolo 1, sezione 2, clausola 5 della Costituzione federale degli Stati Uniti: la Camera dei rappresentanti (House of Representatives) è l’unico organo che può mettere in “stato d’accusa” (con voto a maggioranza semplice) un alto funzionario federale (incluso il Presidente degli Stati Uniti). Il c.d. impeachment deve essere distinto dal processo che può seguirvi avanti il Senato americano, al quale spetta la decisione (art. 1, sez. 3, clausole 6 e 7) se condannare (con il voto favorevole di 2/3 dei senatori presenti al voto) e rimuovere il funzionario. Occorre fugare un possibile equivoco: non è un processo penale ma una procedura politico-costituzionale, che può forse paragonarsi al “rinvio a giudizio” di italiana memoria. Conseguenze possibili? La rimozione dalla carica, l’eventuale interdizione da futuri incarichi federali. Solo successivamente il soggetto responsabile può essere processato penalmente davanti ai tribunali ordinari. L’art. 2, sezione 4 della Costituzione federale prevede che in caso di impeachment e successiva condanna per tradimento, e/o corruzione, e/o altri atti (definibili in italiano come gravi abusi di potere pubblico, “high crimes and misdemeanors”) i funzionari civili federali siano rimossi dall’incarico. A quanto risulta pare però che l’impeachment possa colpire anche i casi di uso dell’incarico per fini personali, ostacolo alle funzioni costituzionali, violazione grave del giuramento d’ufficio, attentato al corretto funzionamento delle istituzioni.
Vi è ampio spazio di valutazione politica. Non esiste una dettagliata procedura (cosa che può fare inorridire il legislatore italiano): l’indagine può nascere dall’iniziativa di un deputato o della leadership della Camera, oppure in seguito a una commissione d’inchiesta, o dopo il rapporto di un procuratore speciale. Di solito è la Commissione Giustizia della Camera (House Judiciary Committee) che raccoglie documenti; convoca testimoni, emette ordini di esibizione, tiene audizioni ed ascolta periti. Emette poi gli “articles of impeachment” (equivalenti a capi di imputazione). Nella storia americana l’istituto ha colpito più i giudici federali: mai nessun presidente (finora). Johnson (1868) e Clinton (1998-99) assolti, Nixon (1974) si dimise dalla carica prima del giudizio. Anche Trump, il quale battendo ogni record ne ha già subiti due di impeachments (2019, per abuso di potere ed ostruzione del Congresso, 2020 per incitamento all’insurrezione dopo l’assalto al United States Capitol del 6 .1.2021), finora è stato assolto. Non si era ancora parlato né della connessione a Nethanyahu (già condannato a livello internazionale) né del caso “Epstein”.
(Foto ANSA/SIR)