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di GUIDO COSTA 25 ott 09:50

Reddito fase due

L’avvio della seconda fase di attuazione del Reddito di cittadinanza è una vigorosa iniezione di ottimismo su un provvedimento che continua a suscitare un sacco di perplessità

L’avvio della seconda fase di attuazione del Reddito di cittadinanza è una vigorosa iniezione di ottimismo su un provvedimento che continua a suscitare un sacco di perplessità. Nei nove Centri per l’impiego che operano nel Bresciano sono arrivati i famosi navigator, “professionisti delle politiche attive”, mentre l’italo americano Domenico Parisi, messo a capo dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro e del suo braccio operativo, Anpal Servizi, li chiama “alfieri”, che nel lessico militare definisce chi porta le insegne, e che per estensione di significati è l’antesignano, chi per primo sostiene un’idea o una dottrina. Che il professore della Mississippi State University senta aria di battaglia? Vedremo. Il compito che aspetta i 41 navigator di casa nostra (ne mancano ancora 9, ma arriveranno) è di tutto rispetto: dopo avere tracciato insieme ai 9.018 bresciani che da maggio percepiscono il Reddito di cittadinanza un profilo delle rispettive competenze e ascoltato desideri e aspirazioni di ognuno, cercheranno per loro un lavoro. La bacchetta magica non gliel’hanno data − e forse sarebbe una buona idea mettere un cartello che lo esplicita sulle vetrine degli uffici che li ospitano − ma a leggere le interviste pubblicate in questi giorni hanno buona volontà da vendere . Rispetto al dato nazionale, nel bresciano sono arrivati dei tutor con un’età media più alta e quasi tutti con un’esperienza lavorativa alle spalle. Potrebbe aiutare, e facciamo loro un sacco di auguri, che davvero riescano “a riattivare il territorio − parole di Parisi − e trasformare l’umiliazione di chi non trova un impiego nella soddisfazione di chi invece vede finalmente una luce in fondo al tunnel”. Arrivati però a questo punto del pezzo di positivo da mettere sulla carta non ce n’è più. In Italia l’occupazione è ferma (59,2% della forza lavoro), mentre il tasso di inattività cresce ed è arrivato al 34,5%. Per fortuna, che è un modo di dire sbagliatissimo perché in realtà è solo questione di attitudine imprenditoriale e di operosità della gente, a Brescia va meglio che altrove, ma il passaggio dal Reddito di cittadinanza al posto di lavoro sarà davvero complicato, anche nel nostro tessuto produttivo. Nella platea dei beneficiari i sono persone che hanno davvero potuto riprendere fiducia e sperare nella dignità di un lavoro. Ma la natura assistenziale della misura è predominante. E purtroppo, assistenzialismo e politiche attive per il lavoro sono un ossimoro.

GUIDO COSTA 25 ott 09:50