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Brescia
di ADRIANO BIANCHI 03 gen 09:01

Ritrovare la forza per un nuovo inizio

Come non cogliere quanto in questi giorni è risuonato in modo sintetico, soprattutto nelle parole di papa Francesco durante il messaggio natalizio Urbi et Orbi, sulle attese di bene presenti nel mondo e nei popoli, particolarmente i più martoriati? Come non cogliere nelle parole del presidente Mattarella a fine anno quali passi compiere perché l’Italia ritrovi il senso di essere comunità

“La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni” diceva Karl Marx. Quasi a dire che le buone intenzioni proprio non bastano per ottenere il Paradiso, ammesso che il nostro autore ci credesse. Anzi! I buoni propositi che non si trasformano in bene rischiano di dannare l’anima di chi li pronuncia. A ben vedere, su un altro versante, un famoso detto di Capodanno che recita “anno nuovo, vita nuova”, ci invita a cambiare decisamente passo. Certo, soprattutto a inizio anno, l’eccesso di parole su buone intenzioni, migliori auspici e desideri di bene si sprecano e se non corroborati da reali possibilità di realizzazione, ci condurrebbe, almeno secondo Marx, direttamente alla “dannazione eterna”. Sarà così anche per questo 2019? Ognuno di noi potrà valutarlo sia a livello personale che comunitario. Certo il cristiano si muove su un altro registro. “Chi cammina verso Dio, va da un inizio a un nuovo inizio”, diceva Gregorio di Nissa. Il cristiano, anche a inizio anno non fa tanti buoni propositi, né si deve attardare rassegnato davanti all’ineluttabilità della miseria propria o altrui, ma cammina verso il Signore nella certezza che un nuovo inizio, non potrà che riservare qualche buona sorpresa dello Spirito e magari spingerlo non solo a desiderare il bene, ma anche ad attivarsi per realizzarlo nella sua vita. Ora il cammino di questo 2019 appena iniziato contiene già una serie innumerevole di sfide.

Come non cogliere quanto in questi giorni è risuonato in modo sintetico, soprattutto nelle parole di papa Francesco durante il messaggio natalizio Urbi et Orbi, sulle attese di bene presenti nel mondo e nei popoli, particolarmente i più martoriati? Come non cogliere nelle parole del presidente Mattarella a fine anno quali passi compiere perché l’Italia ritrovi il senso di essere comunità nella coesione sociale, nel rispetto del processo democratico, nella responsabilità di tutti, nella sicurezza e nella solidarietà soprattutto verso chi è più fragile e bisognoso di cura?

E poi a livello più locale, dentro la nostra provincia, nelle nostre città e paesi. Come non cogliere nei nostri amministratori una capacità saggia e ponderata di leggere per ogni comunità traguardi realizzati e obiettivi ancora da raggiungere? Giustamente incalzati, con modalità ed esiti diversi da qualificate opposizioni partitiche, chi ci governa oggi negli enti locali bresciani esprime ancora un tessuto politico e sociale che mantiene alta la qualità dello spirito di servizio al bene comune. In un 2019 dove verranno rinnovate ben 147 amministrazioni comunali l’auspicio è che coloro che usciranno vincitori dal voto di primavera mantengano fede a questa qualità e alla tradizionale capacità di buona amministrazione di cui la terra bresciana può essere fiera. Non da ultimo questo 2019 appena iniziato contiene già una serie di sfide anche per la comunità ecclesiale di Brescia.

Come non cogliere la necessità di mettere a frutto le scelte e i nuovi percorsi iniziati nel 2018 che il Vescovo ha sintetizzato nell’omelia di fine anno alle Grazie? Ma lo stesso si potrebbe dire per le quasi 100 parrocchie che, nell’anno passato, hanno vissuto l’arrivo di un nuovo parroco. Un nuovo inizio di vita comune che necessariamente entrerà nel vivo proprio nei prossimi mesi. Infine c’è il cammino delle famiglie, delle nostre relazioni, della verità di noi stessi. Anche qui il rischio di buone intenzioni sproporzionate alle nostre forze rischia nel confronto con la realtà di abbatterci, magari di annichilirci se non adeguatamente messa al vaglio della luce della Provvidenza e della volontà di Dio. Per farlo ci servono gli altri. In fondo per camminare verso Dio, perché davvero ci sia un nuovo inizio, abbiamo bisogno di compagni di viaggio. Qualcuno che condivide la strada con noi, che ci sorregge, che ci sopporta e ci supporta, che ci riporta alla realtà delle cose, che ci aiuti a incontrare il bene che Dio vuole è essenziale. Come persone, come comunità, anche in questo 2019. 

ADRIANO BIANCHI 03 gen 09:01