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Brescia
di MAURO TONINELLI 20 giu 08:03

Sarà maturità se...

Gli occhi di Claudia, la tensione di Federico, l’agitazione di Erika e la serenità di Andrea… per oltre 9mila maturandi nel Bresciano. Novemila vite che faranno i conti in questi giorni, tra scritti e orali, con la maturità. È lo sbocco naturale, obbligato di 5 anni (per qualcuno 6 e anche 7…) di fatiche, gioie, risate, drammi e situazioni complicate, vissuti in quello spazio di comunione che sono

Gli occhi di Claudia, la tensione di Federico, l’agitazione di Erika e la serenità di Andrea… per oltre 9mila maturandi nel Bresciano. Novemila vite che faranno i conti in questi giorni, tra scritti e orali, con la maturità. È lo sbocco naturale, obbligato di 5 anni (per qualcuno 6 e anche 7…) di fatiche, gioie, risate, drammi e situazioni complicate, vissuti in quello spazio di comunione che sono la scuola e lo studio. Ecco perché “maturità” è uno “step” di vita, quel passaggio che segna la fine di un percorso e l’inizio di qualcosa che sarà oltre e altro. Ma che non lo sarà senza quel che la maturità, per ciascuno, rappresenta, non tanto in termini di centesimi.

Ogni persona è di più del voto finale (che dice molto ma non dice tutto); lo è per come uno ci è arrivato, per il proprio cammino di crescita; lo è per la conclusione cosciente di un viaggio che ha incrociato volti e vite che l’hanno segnato; lo è nella serenità di una prova, forse la prima vera (facendo a gara con la patente e/o qualche esame di ammissione all’università…), che tasta la tempra dell’uomo e della donna che verranno, nonostante tutto; lo è grazie, o nonostante, ai docenti che valutano e hanno valutato, che hanno insegnato o che non l’hanno fatto, che hanno educato oppure no; lo è perché la vita insegna nell’esperienza: la scuola, la classe, lo studio, l’amicizia, gli amori, i pianti, le arrabbiature, le difficoltà e il modo di affrontarle dicono maturità. “Prof., quando si diventa adulti?”, chiede un maturando qualche giorno fa. “Quando… si è maturi…quando si comincia a fare i conti con la vita assumendo delle responsabilità…”.

Perché i giovani maturandi di oggi, saranno i maturati di domani e si è maturi se si è in grado di essere uomini responsabili. Forse questo è la dimensione più complicata, che chiama e interpella gli insegnanti e gli alunni, il mondo della scuola e la società. Perché da quelle aule devono uscire persone mature per la vita… quella vita che inizia davvero dopo la quotidianità complicata e protettiva della scuola. Gli occhi di Claudia, la tensione di Federico, l’agitazione di Erika e la serenità di Andrea… per oltre 9mila maturandi avranno un senso perché dicono il futuro di ciascuno e di tutti noi, nella bellezza del vivere, nella consapevolezza della responsabilità; si offrono come primo passo verso una maturità che, nonostante il voto, rimane ancora da realizzare. E riuscire così “a veder le stelle” in una vita che comincia, forse ora, a rendersi conto del percorso fatto e che ne ha ancora da fare.

MAURO TONINELLI 20 giu 08:03