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di MAURIZIO TIRA 17 giu 2026 16:20

Sostenere la cultura e la ricerca

Nell’80° anniversario della nascita della Repubblica italiana e nel momento in cui si discute del Piano nazionale per il ripristino della natura, può essere interessante andare con la memoria ai lavori dell’Assemblea costituente, su un accostamento rilevante, contenuto nell’articolo 9: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Inoltre, tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. I padri costituenti hanno inserito nello stesso articolo, cultura, ricerca scientifica e tutela del paesaggio e del patrimonio storico artistico. Perché? L’articolo si radica in norme vigenti (le leggi del 1939, la 1089 sulle antichità e belle arti e, soprattutto, la 1497 sulla protezione delle bellezze naturali), orientate verso la pianificazione per conservare la bellezza. Leggi i cui contenuti sono sostanzialmente ripresi nel vigente Decreto legislativo del 22 gennaio 2004, numero 42 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”.

L’Italia è stata tra i primi a inserire la tutela del paesaggio nei principi fondamentali della propria Carta, elevando la bellezza a valore di rango costituzionale e l’ha congiunto con il valore della ricerca e della scienza. Sembra voler dire che non può esserci tutela senza cultura, senza conoscere. Nel dibattito in Assemblea Costituente sull’Articolo 9 del 22 aprile 1947, Antonio Pignedoli (figura legata alla redazione delle leggi del 1939) così argomentò. “Mi appresto a parlare (...) su un problema che mi appassiona profondamente (...) il problema della cultura universitaria, e, se possibile, della ricerca scientifica. (...) Il doloroso andarsene degli scienziati italiani, onorevoli colleghi, è un altro punto che voglio richiamare all’Assemblea Costituente italiana. (...) Io non mi sento mai così me stesso come davanti al lavoro umano, che va dalla ricostruzione di un ponte al lancio di una funivia, ma che, nella sua estrinsecazione più alta, è la ‘Nona’ o la Divina Commedia: e, quando mi trovo di fronte ad una grande manifestazione artistica, mi sento profondamente lieto. (...)”.

Fu proprio l’unione della promozione della ricerca con la tutela del patrimonio a rendere l’articolo un “unicum” organico. L’8 febbraio 2022 il Parlamento ha aggiunto un terzo comma all’articolo 9, per esplicitare “la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. Un Paese meraviglioso, che vuole tramandare alle future generazioni il proprio patrimonio di bellezza, la nostra prima risorsa, deve sostenere la cultura e la ricerca. Esiste un messaggio più chiaro di questo, e forse più disatteso?

MAURIZIO TIRA 17 giu 2026 16:20