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di ROSSELLA DE PERI 09 lug 10:49

Tra ansia e libertà

Libertà significa possibilità di desiderare e puntare alla realizzazione dei miei desideri. Libertà implica la messa in atto di una mia volontà. Questi sono tutti temi (responsabilità, decisioni, desideri, realizzazione, volontà) che possono veicolare ansia

Che collegamento c’è tra l’ansia e la libertà? Di primo acchito non sembrano collegate, anzi, potrebbero essere collocate agli antipodi, essere inversamente proporzionali: maggiore è la libertà, minore è l’ansia. Infatti, comunemente si pensa alla libertà come assenza di vincoli: lavorativi, relazionali, religiosi… Quante volte mi sono trovato a pensare che se fossi più libero, non avrei l’ansia di dare prestazioni lavorative, non avrei l’ansia legata a momenti di difficoltà col marito, col figlio, con il vivere civile; se fossi libero non avrei tutti quei vincoli burocratici, amministrativi… A volte si pensa di fuggire, in cerca di libertà, dai tanti vincoli ansiogeni e, quindi, più libertà, meno ansia. Ma la libertà porta con sé la responsabilità, la decisione, il desiderio, la volontà. La libertà implica cioè il concetto che io sia il principale artefice della mia vita. Io, come essere libero, costruisco il mio mondo, non solo interiore, ma anche esteriore. Io cioè do significato e forma al mondo, anche esterno.

La realtà che percepisco è filtrata dai miei occhi, dalla mia mente, dal mio cuore. Io creo la realtà che poi subisco, nel bene o nel male. In un certo senso, io mi creo, sono l’autore di me stesso, cioè metto in atto azioni che mi portano ad essere quello che sono, sia che conducano a successi che a fallimenti. Libertà implica la responsabilità delle scelte che faccio. Libertà significa prendere in prima persona decisioni. Libertà significa possibilità di desiderare e puntare alla realizzazione dei miei desideri. Libertà implica la messa in atto di una mia volontà. Questi sono tutti temi (responsabilità, decisioni, desideri, realizzazione, volontà) che possono veicolare ansia, cioè, etimologicamente, un senso di soffocamento, di stretta. La libertà mi apre quindi ad una oscurità che io, solo io, illumino, a mio modo. Ed è facile allora pensare all’oscurità come fonte di ansia. E il collegamento quindi tra libertà ed ansia è allora presto fatto. Ecco perché Sartre afferma che “siamo condannati alla libertà”: non possiamo esimerci dall’esercitarla e dal vivere quindi un senso di ansia, se pur soggettivo.

ROSSELLA DE PERI 09 lug 10:49